Tonno e sai cosa mangi

Le insalate sono le protagoniste delle tavole estive degli italiani. Lattuga con uova, legumi, mais e, soprattutto, tonno, quest’ultimo un ingrediente versatile che offre gusto e colore anche a un piatto di pasta in bianco (come piace ai miei ragazzi). Noi italiani siamo schizzinosi e amiamo avere sulla nostra tavola il meglio, sia in gusto, sia in qualità. A volte, però, capisco sia difficile orientarsi sugli scaffali dei supermercati e capita spesso che la nostra scelta sia  condizionata dalla convenienza del prezzo. Va bene farsi catturare dalle offerte, purché il prodotto, però, corrisponda ai requisiti di qualità certificati. Torniamo al tonno. Ad esempio Rio Mare, uno dei marchi leader in Europa, ma anche oltreoceano, da sempre investe sulla cosiddetta sostenibilità, ovvero sul rispetto dell’ambiente e dei consumatori.  Per svelare i segreti di un prodotto “sotto controllo dal momento della pesca, fino alla vendita in lattina e in vetro” la direzione ha deciso di aprire le porte dello stabilimento di Cermenate a pochi giornalisti, tra i quali anche la sottoscritta, e di raccontare la politica dell’azienda adottata per onorare gli impegni presi.  Ne è stata fatta di strada dal 1965, quando nacque il tonno in scatola Rio Mare; negli anni ’90, i processi di pulitura e di cottura furono dati all’esterno, fino a quando, nel 2000, i filetti di tonno cominciarono ad arrivare, dai luoghi di pesca, già cotti, mondati e anche selezionati. Il 2010 fu  l’anno di lancio delle colorate Insalatissime e nel 2011 si diede avvio ad un progetto di ammodernamento e di innovazione tecnologica.  Oggi, a Cermenate, arrivano 1700 tonnellate l’anno di semilavorato, materia prima surgelata sottoposta a lavorazione e ad inscatolamento. Come si distingue, però, l’impegno globale di Rio Mare? Perseguendo politiche di sostenibilità, l’azienda garantisce una qualità responsabile a 360 gradi. Il tonno pescato con differenti tecniche (anche a lenza) in zone tropicali (tonno a pinne gialle e il tonnetto striato. Il tonno rosso è troppo ricco di metalli pesanti come mercurio) viene pulito a mano da persone del luogo di pesca. Attraverso un sistema di tracciabilità, precisa e puntuale, costituito da una piattaforma online connessa ai sistemi interni dell’azienda e accessibili a tutti i fornitori del caso, tutte le fasi della filiera sono misurate, monitorate e controllate. E non si parla solo di tonno, ma anche di olio, di mais, di fagioli e di altri ingredienti che completano i prodotti dell’azienda. Quindi, è fondamentale che i fornitori rispettino la policy aziendale, condividendo le norme e gli impegni sulla responsabilità sociale d’impresa. Chi non ci sta,  e di casi ce ne sono stati, è fuori. Del resto, visto che Rio Mare produce 3milioni di lattine al giorno, l’equivalente di 56mila tonnellate di prodotto finito,  impegnando 10500 persone in tutto il mondo, salvaguardando l’ambiente, conviene promuovere questo tipo di attività, soprattutto per la sua sostenibilità. Non dimentichiamo, inoltre, che l’energia elettrica impegnata proviene al 100% da fonti rinnovabili, il 99% dei rifiuti prodotti sono recuperati e i materiali utilizzati sono per il 95% riciclabili. Una visita interessante che, da massaia, mi ha fornito qualche informazione in più su quello che acquisto e metto in tavola alla mia famiglia. Notizie che desideravo condividere anche con gli amici lettori.