SALUTE: ESISTE UNA CORRELAZIONE TRA COVID-19 E GRUPPI SANGUIGNI?


CONOSCETE LA DIETA DEI GRUPPI SANGUGNI DEL DOTT. MOZZI?

Se siete persone attente al vostro benessere avrete, di certo, approfondito la conoscenza del metodo del dott. Piero Mozzi,  basato sulla stretta correlazione tra alimentazione e sistema immunitario. Secondo il medico, laureato in Medicina presso l’Università degli studi di Parma, ognuno di noi dovrebbe conoscere il proprio gruppo sanguigno per poi, definire il regime alimentare più opportuno che aiuti a rafforzare il sistema immunitario di ciascuno. Già, perché  i globuli rossi e l’apparato digerente di ogni gruppo sanguigno hanno sulla superficie tipi e quantità diverse di antigeni che interagisconoprioprio con il sistema immunitario e reagiscono in modo diverso agli alimenti. Ecco come il Dottor Piero Mozzi ha, quindi, messo punto un sistema alimentare completo con indicazioni quotidiane, funzionali al benessere generale, che non solo prende in considerazione gli alimenti tollerati da ogni gruppo sanguigno, ma anche le combinazioni alimentari e i segnali manifestati dall’organismo in seguito all’introduzione di alimenti più o meno adatti. Per saperne di più, nel libro "La dieta del Dottor Mozzi. Gruppi sanguigni e combinazioni alimentari", che a oggi ha venduto circa 800.000 copie, piazzandosi nel 2016 tra i primi dieci più venduti secondo la classifica di Amazon, ci sono tutte quelle informazioni necessarie per capire come fare le nostre scelte a tavola. Questo metodo non è, di certo, una novità.  Ma perché se ne parla ancora?  

GLI INDIVIDUI CON GRUPPO SANGUIGNO 0 SONO MENO ESPOSTI AL COVID-19

E’ interessante trovare un evidente nesso tra lo studio portato avanti dalla Società Americana di Ematologia e pubblicato sul portale Blood Advances, che conferma che c’è un gruppo sanguigno meno esposto al contagio da Covid-19. Se ancora non conoscete il vostro gruppo sanguigno, vale la pena scoprirlo, perché lo studio rivela che il numero di pazienti positivi con sangue di gruppo 0 è molto inferiore rispetto a quelli con sangue di tipo A, B o AB. Perché questo accade? Secondo gli autori della ricerca, il fatto che il gruppo 0 possa essere più resistente al Covid, può essere dovuto alla presenza nel sangue di Isoagglutinina, un anticorpo che reagisce con un isoantigene presente sulla superficie di globuli rossi dei soggetti della stessa specie e che impedisce che il virus vi resti ancorato.  

UN’OCCASIONE PER RAFFORZARE IL NOSTRO SISTEMA IMMUNITARIO: PARTENDO DA UNA GIUSTA ALIMENTAZIONE

E il dottor Mozzi non può che aver trovato un’ulteriore riconferma alle sue affermazioni: “Ho accolto con interesse e piacere le ricerche dell’Università della Danimarca Meridionale e dell’Università della British Columbia, riguardo il legame tra gruppo sanguigno e Sars-Covid-19. Erano già apparse altre ricerche a Wu-Han, in California, in Israele e anche in Italia presso il Policlinico di Milano insieme con università spagnole per valutare la relazione tra gruppi sanguigni e incidenza del Sars-Covid-19. Sarebbe opportuno allargare tutte queste ricerche anche allo stile di vita e alle abitudini alimentari dei pazienti infettati da Sars-Covid-19 e ai pazienti che hanno manifestato i sintomi più gravi. Ciò molto probabilmente darebbe la possibilità di aprire nuove strade per contrastare la diffusione del virus e ridurre l’insorgenza di sintomatologie acute e gravi. La direzione degli studi dovrebbe essere quella di far sì che il nostro sistema immunitario, grazie a un’alimentazione corretta, sia sufficientemente reattivo e capace di confrontarsi con il virus in modo che questo causi i minori danni possibili. Si è perso già molto tempo, ma ora c’è la possibilità di recuperare.”