PARKINSON: DBS PUO' DAVVERO AIUTARE A COMPIERE IMPRESE

Si è parlato molto di Parkinson, soprattutto quando dalle farmacie è venuto meno il Simenet, il farmaco dal quale molti pazienti sono dipendenti per la gestione della malattia. Gli approcci alla patologia stanno cambiando e di conseguenza, anche le prospettive rispetto alla quotidianità dei parkinsoniani mutano. E’ vero, oggi non esistono cure in grado di sconfiggere definitivamente la malattia, ma sicuramente una combinazione di strumenti per migliorarne i sintomi. Fra questi, il monitoraggio costante del paziente, i trattamenti farmacologici, i trattamenti chirurgici, il supporto psico-sociale, l’esercizio fisico, l’alimentazione appropriata. Una delle soluzioni più avanzate, che può essere adottata a seconda delle condizioni del paziente, è la Stimolazione Cerebrale Profonda (DBS - Deep Brain Stimulation), nata dalla ricerca di Boston Scientific. Ne avete mai sentito parlare? Si tratta di una procedura neurochirurgica reversibile: nel cervello vengono inseriti piccoli elettrodi direzionali, cui viene collegato un generatore di impulsi elettrici. Una sorta di “pacemaker per il cervello” che consentirà di migliorare alcuni dei sintomi più rilevanti quali tremore, bradicinesia, acinesia e rigidità. Attenzione, perché la DBS non è una soluzione terapeutica per tutti. La procedura contribuisce in modo significativo a ridurre i sintomi e l’incalzare della malattia, ma non la può sconfiggere completamente: purtroppo, il Parkinson è una patologia degenerativa irreversibile, con la quale si deve imparare a convivere. Sicuramente DBS, grazie all’intervento effettuato nel 2016 all’Arcispedale di Ferrara, ha consentito a Cecilia Ferrari, 54 anni, sposata, due figli, titolare con il marito e altri soci di una clinica veterinaria ad Arona, dopo 11 anni dalla diagnosi della malattia, di riprendere una vita “normale” e di ricominciare a praticare alcuni sport come la bicicletta e il nuoto. Tanto che, proprio in occasione della Convention annuale di pazienti e medici "Parkinson: corpo & anima" che ogni anno si tiene in ottobre a Roma, Cecilia ha “lanciato la sfida”, invitando i Parkinsoniani presenti a unirsi a lei nella traversata dello Stretto di Messina: “Swim for Parkinson”. La traversata si è tenuta lunedì 29 luglio: 7 parkinsoniani, Cecilia inclusa, partiti da Punta Faro (Messina), dopo sue ore circa di traversata in mare non di certo tranquillo, dopo aver percorso 3,5 km sono arrivati felicemente e senza problemi alla spiaggia di Cannitello, a Reggio Calabria . Un’impresa che vuole trasmettere un messaggio di speranza: volere è potere.