MEDICINA: LA TECNOLOGIA A SERVIZIO DEI MALATI DI DOLORE CRONICO

 DOLORE CRONICO?  ECCO LE NUOVE TERAPIE

 A proposito di Dolore cronico, basterebbe applicare la legge 38/2010 per garantire accesso alle cure a coloro che ne soffrono. Perché il dolore cronico è stato riconosciuto come “condizione di malattia” per la qua  Fondazione Isal sta lavorando ininterrottamente per creare sensibilizzazione da parte delle autorità e delle istituzioni. Mentre in Italia si discute su quali parametri adottare per meglio garantire le soluzioni terapeutiche a disposizione, Boston Scientific lancia in Europa i sistemi di stimolazione del midollo spinale “Wavewriter alpha”  dispositivi per il trattamento del dolore cronico compatibili con la Risonanza Magnetica “full body” adatte a possibili combinazioni di differenti soluzioni terapeutiche finalizzate ad alleviare il dolore in base alle condizioni del paziente. Perché il dolore cronico, definito come un dolore continuo e persistente, con durata superiore alle 12 settimane, affligge circa 100 milioni di persone in Europa. Stiamo parlando, dunque, di una nuova terapia. Ebbene sì.  

COME FUNZIONANO

Le nuove terapie offrono sollievo erogando leggeri impulsi di corrente elettrica al midollo spinale per interrompere i segnali di dolore che arrivano al cervello. Si tratta di sistemi, costituiti da generatori d’impulsi impiantabili (IPG), compatibili con la Risonanza Magnetica total body e dotati di funzione Bluetooth che consentono trattamenti personalizzati in base alle esigenze cliniche del paziente. Fantascienza? Boston Scientific, da 40 anni leader mondiale nel campo della tecnologia medica, trasforma la vita delle persone grazie a soluzioni mediche innovative che migliorano la salute dei pazienti in tutto il mondo. Quindi, di fronte all’emergenza Dolore Cronico, la compagnia statunitense offre una risposta innovativa e capace di combinarsi con altre terapie. La funzione Bluetooth consente una programmazione più rapida del protocollo di stimolazione che può essere effettuata in condizioni di sicurezza, mantenendo una distanza fisica di 3 metri tra il programmatore del sistema e il paziente. 

EFFICACIA COMPROVATA

C’è anche uno studio che ha messo a confronto l'efficacia dei sistemi SCS con modalità multiple combinate, rispetto ai sistemi SCS convenzionali su pazienti affetti da dolore cronico: ben l’88% dei pazienti rispondeva alle modalità multiple combinate, il che significa un sollievo dal dolore pari o superiore al 50%. I pazienti hanno inoltre evidenziato un miglioramento di ben 26 punti in termini di disabilità funzionale. È possibile inoltre affermare che un elevato numero di persone affette da disabilità “grave” o “moderata” sia potuto tornare alle proprie attività quotidiane.

UN SUCCESSO, ANCHE IN ITALIA 

Per il Professor Roberto Arcioni, responsabile dellUO di Terapia del Dolore presso l’Azienda Ospedaliera Universitaria Sant’Andrea di Roma e professore presso l’Università La Sapienza di Roma: “Grazie alla tecnologia avanzata che permette l’erogazione di protocolli di stimolazione elettrica in modalità simultanea combinata, e agli algoritmi intelligenti che reclutano preferenzialmente le corna dorsali, è possibile gestire in modo ottimale i pazienti affetti da dolore cronico che ricevono un impianto SCS”