ESTETICA: Per una silhouette invidiabile e per una migliore salute, una buona alimentazione a tutti!

Pronti per la prova costume? Chissà che ansia, visti gli eccessi invernali e i conseguenti depositi di grasso che tanto guastano la nostra silhouette. “L’importante è la salute”, qualcuno potrebbe dire, cercando l’assoluzione e tanti peccati. Ed è proprio questo il punto: la salute. Non sono più una ragazzina e, sinceramente, sono alla ricerca di un equilibrio dietetico per non rischiare di incorrere in patologie strettamente legate all’alimentazione, da quelle cardiovascolari a quelle infiammazioni, apparentemente tanto innocue, ma che potrebbero degenerare anche in forme tumorali. Meglio prevenire che curare, anche se una mia amica tanto cara, come paziente oncologica, ha voluto rivolgersi alla nutrizionista per trovare la giusta alchimia alimentare che possa sostenerla in questo periodo di terapia. Meglio tardi che mai. Così, ho conosciuto anche io la dott.ssa Federica Almondo che, sulla base di test scientifici, ha potuto elaborare anche per me una dieta che, incontrando anche i miei gusti, mi sta offrendo un binario da seguire per perdere quel surplus di chili che ho accumulato in poco tempo per poi mantenere un sano equilibrio alimentare che possa anche rallentare l’impietoso invecchiamento: il famoso regime alimentare della salute. Finalmente si cambia e non random, ma in modo coerente e ragionevole. E cosa saranno mai questi test scientifici? La dott.ssa Almondo, Specialista in Scienze dell’Alimentazione, presso l’Istituto Clinico Brera, mi ha sottoposto all’impedenziometro; prima di elaborare la mia dieta ad hoc, era necessario conoscere la mia composizione corporea per capire la quantità di acqua, intra ed extracellulare, la quantità di massa muscolare, di massa magra e di grasso al fine di conoscere il metabolismo basale. Dopo avermi applicato 4 elettrodi adesivi ed essere attraversata da corrente a bassa intensità, l’apparecchio ha emesso un tracciato dal quale è stato possibile ricavare la mia composizione corporea, reale e non solo stimata. In effetti, non basta conoscere il peso di una persona. Per andare a modificare l’alimentazione a scopo correttivo è indispensabile conoscere le esigenze del corpo partendo proprio da una sua analisi. Chiacchierando con la dott.ssa ho scoperto che, per la costruzione di un piano alimentare personalizzato, lei ricorre anche alla Nutrigenetica. Che parolone! E’ la scienza che aiuta a comprendere come vengono metabolizzate e sfruttate le sostanze delle quali nutriamo il nostro corpo, in funzione del nostro DNA. Sono rimasta affascinata da questo metodo basato sui test genetici. Si parla di medicina predittiva. Ad esempio, attraverso il test, si possono evidenziare intolleranze al lattosio, come capire quanto siamo predisposti a forti infiammazioni e, addirittura quanto potremmo essere a rischio osteoporosi. Una volta che si scoprono i punti deboli impressi nel nostro codice genetico, chiare indicazioni di rischio di sviluppare alcune patologie, sarà semplice andare a compensare le carenze dettate dalle nostre predisposizioni. Certo è che, di fronte ad un test genetico che dimostra, scientificamente i nostri tendini d’Achille, la correzione alimentare dovrebbe essere supportata anche dall’introduzione di integratori alimentari. Oddio, ma quanti ne dovremmo assumere? La dott.ssa Almondo promuove le composizioni galeniche, dove poter reperire ciò di cui difettiamo nell’alimentazione. Ottima soluzione, ma occorrerebbe trovare la farmacia specializzate a preparare l’elisir della salute ad personam.  Avete mai sentito parlare del casco Canopy-Cosmomed? Alla faccia della tecnologia. Io non sapevo che esistesse questo casco che permette di misurare il consumo energetico in condizioni di riposo, dato che consente di sviluppare una dieta il cui apporto energetico deve essere superiore, ovviamente, alle necessità in condizioni di quiete. In questo modo si misura il metabolismo basale con calorimetria indiretta. Tanta tecnologia, quindi, in grado di elaborare dei dati certi e non solo delle approssimazioni, ma anche tanta attenzione al paziente che, valutato a 360°, può intraprendere la cosiddetta Riabilitazione nutrizionale, alla ricerca di una migliore qualità della vita.