ECOSOSTENIBILITA': Il rispetto per la Terra parte dal mare.



Avrete sentito parlare della pesca a strascico, una tecnica che prevede il raschio di fondali marini attraverso l’utilizzo di enormi reti zavorrate e con ruote metalliche. Il metodo industriale distruttivo è stato vietato, ma in certi posti, come ad esempio nel mare delle Egadi, i pescatori sembrano farsene un baffo del divieto. Favignana, Marettimo, Levanzo, un trittico di natura meravigliosa che prosegue ininterrottamente anche sotto il livello del mare, fino ad animare i fondali, ricchi di fauna ittica, ma anche di vegetazione marina. Sto parlando di ecosistemi che però sono sempre più vulnerabili: a causa di questa pesca indiscriminata, rischiano la scomparsa. Il miraggio è sempre il profitto e più gli stock di pesce diminuiscono, più le tecniche diventano aggressive e distruttive. Un cane che si morde la coda, dunque; basterebbe più rispetto per il Pianeta per ritrovare la condizione di equilibrio. Fortunatamente, c’è chi, oltre al profitto, pensa anche alla continuità e alla comunità. E’ inutile devastare la vita nel mare. E’ come infierire sulla nostra specie. Promuovendo un atteggiamento ecosostenibile, Rio Mare che già nel 2015 era scesa in prima linea finanziando il posizionamento di 20  dissuasori di pesca a strascico sul fondale di Marettimo, completa l’operazione aggiungendone altrettanti sea-friendly a tutela della Poseidonia oceanica, considerato il polmone verde del Mediterraneo. La conoscete? Si tratta di una pianta fondamentale per la tutela della biodiversità in quanto fornisce rifugio e nutrienti a numerose specie marine, contrasta l’erosione delle coste e combatte i cambiamenti climatici producendo ossigeno. Inoltre, il progetto di Rio Mare comprende anche il supporto economico per la gestione dell’Osservatorio della Foca Monaca nel Castello di Punta Troia a Marettimo e la creazione del primo Centro di Recupero delle Tartarughe marine a Favignana. Proprio grazie all’attività del Centro di Recupero, nato per soccorrere e ricoverare esemplari feriti o in difficoltà, è stato possibile, infatti, liberare Venere, un esemplare di tartaruga Caretta caretta ospitata presso il Centro di Recupero e che va ad aggiungersi ai 32 esemplari soccorsi a partire dall’apertura del Centro, nel settembre 2015, a causa di ingestione di plastica o lenze da pesca, interazioni con rifiuti galleggianti o impatti con barche. L’iniziativa è espressione del più ampio progetto di Corporate Social Responsibility di Rio Mare “Qualità Responsabile”, le cui aree di azione sono la sostenibilità della pesca e la tutela dell’ecosistema marino, il rispetto dell’ambiente, il rispetto delle persone e la corretta alimentazione. L’impegno dell’azienda, infatti, è quello di offrire ai consumatori una qualità a 360° perseguita responsabilmente lungo tutta la filiera, nel rispetto dell’ambiente e delle persone, dal mare alla tavola. Luciano Pirovano, Direttore CSR di Bolton Alimentari dichiara che “L’azienda è da anni impegnata nella sostenibilità con il progetto “Qualità Responsabile” i cui pilastri di azione sono: la sostenibilità della pesca e la tutela dell’ecosistema marino, il rispetto dell’ambiente, il rispetto delle persone e delle comunità in cui opera e la corretta alimentazione. Con questa iniziativa ci siamo impegnati a preservare la prateria di Posidonia Oceanica più estesa del Mediterraneo creando valore condiviso sia per la comunità locale che per la società intera”.