DERMATOLOGIA: Arrivano gli skinbooster ad aiutare la vostra pelle

Avete mai sentito parlare degli Skinbooster? Si tratta di gel iniettabili a base di acido ialuronico NASHA, ovvero quello stabilizzato di origine non animale, largamente impiegati per combattere i segni dell’invecchiamento della cute.  Magari questo termine non vi è così familiare, ma sono certa che conoscerete alcuni degli effetti che derivano dall’impiego di questi gel. E non a caso parlo di “alcuni effetti”, visto che di recente, sul Journal of Drugs in Dermatology è stato pubblicato un documento di consenso di esperti italiani sull’uso clinico dell’acido ialuronico NASHA non solo come trattamento cutaneo anti-età ma anche come “terapia” che contribuisce a migliorare alcuni quadri clinici dermatologici agendo sulla qualità complessiva della pelle. Magnifico, direi. Di acido ialuronico se ne parla da tempo; utilizzato in dermatologia, in chirurgia estetica, ma anche in oftalmologia, ortopedia e otorinolaringoiatria, è ben più conosciuta la sua utilità in campo estetico, solitamente utilizzato per incrementare i volumi e correggere le pieghe e i solchi della cute. Lo sapevate che l’acido ialuronico è anche capace di ripristinare l'idratazione ottimale della pelle richiamando acqua nel derma superficiale migliorandone elasticità e luminosità? Ecco perché gli skinbooster con acido ialuronico NASHA sono stati promossi come prodotti da utilizzare come terapia per la pelle. Che tipo di terapia? Ad esempio, recenti studi hanno mostrato l’efficacia dell’acido ialuronico NASHA nel migliorare l’aspetto delle cicatrici da acne proprio grazie alla stimolazione della produzione di collagene. Meglio ancora se il suo utilizzo è combinato con  l’impiego del laser, contribuendo ad ottenere un miglior risultato finale. Ma non è tutto, visto che, secondo recenti studi istologici, l’acido ialuronico, iniettato a livello del derma profondo e del tessuto adiposo dermico, ha la capacità di stimolare i fibroblasti promuovendo la formazione di tessuto collagene. Ecco perché, la loro azione sulla struttura della pelle li rende molto promettenti nel trattamento di alcune condizioni cliniche. Ad esempio? Nel trattamento dell’atrofia cutanea e sottocutanea, conseguente ad impropria iniezione di corticosteroidi. Si tratta di una condizione patologica, ma ben vengano gli skinbooster per correggere certi difetti. Oltretutto, si parla di trattamenti minimamente invasivi, sicuri e efficaci nel miglioramento della texture cutanea e nel mantenimento della qualità della pelle riscuotendo un elevato livello di soddisfazione da parte dei pazienti. La soddisfazione è stata mia quando ho saputo che, oltre al trattamento delle imperfezioni cutanee, questi prodotti si stanno dimostrando promettenti anche nella secchezza marcata della pelle che colpisce i soggetti con dermatite atopica. Chi ne soffre conosce bene il disagio vissuto durante le fasi acute: vescicole, rossore intenso, prurito, bruciore e fissurazioni di variabile intensità. Di solito si ricorre a cure farmacologiche, quali steroidi e altri farmaci specifici, ma quando è in fase di remissione e persiste la secchezza, in particolare sul dorso delle mani e sul volto che si presentano con una pelle ruvida e ispessita con perdita della naturale elasticità e flessibilità, l’utilizzo degli skinbooster può indurre un notevole miglioramento della qualità della pelle dando un notevole beneficio sulla qualità di vita del paziente. Forse abbiamo trovato l’elisir della giovinezza, ma anche dela salute della nostra pelle.