ALIMENTAZIONE: Siamo sicuri che le merendine non facciano male? AIDEPI garantisce.

“Mamma, quando vai al supermercato mi comperi le merendine?” Quante volte i nostri ragazzi, forse suggestionati dalla pubblicità e dalle confezioni allettanti, ci hanno richiesto le famose brioche o tortine da portare a scuola o da mangiare a metà pomeriggio? Io ho sempre storto il naso, ma quando un figlio chiede, non si può di certo dire di no. Chissà cosa ci sarà dentro, chissà cosa useranno per produrre questi dolci. Mille domande, mille dubbi: l’unica certezza era la soddisfazione dei ragazzi. E ben presto anche la mia, visto che, da buona golosa, ho ceduto alla tentazione di mangiare merendine entrando  a fare parte di quei 21 milioni di adulti che si concedono anche peccati di gola e di riassortirle per i miei, ormai adolescenti. Non prima, però, di aver conosciuto da vicino il mondo delle merendine. In effetti, si conosce molto poco del lavoro che sta dietro ai prodotti da forno in generale. Sono stata, di recente, a visitare lo stabilimento di Bauli, grazie Aidepi, l'associazione che rappresenta il settore dolciario in Italia e che mi ha accmpagnata a compiere un viaggio sensoriale all'interno della produzione. L'obiettivo di Aidepi è stato proprio quello di chiarirmi dei dubbi e di fare luce sullo stile e sul modus operandi di Bauli.  Perché Bauli? Anzitutto siamo vicini a Natale e, diciamocelo, chi non ha mai mangiato il pandoro veronese della babababauli? Ricordate il famoso jingle? E poi, da buona romantica, mi sono lasciata suggestionare dalla storia che racconta della messa in salvo, da parte delle dipendenti, del lievito madre che, qualche tempo fa, rischiava di essere danneggiato durante un incendio nello stabilimento di Castel D’Azzano. Sì, avete capito bene, lievito madre. Perché Bauli produce tutti i dolci, merendine comprese, partendo dal lievito madre, in omaggio ad una tradizione che si perpetua da decenni ormai, ma che strizza l’occhio anche all’innovazione. Perché senza ricerca e innovazione, ovviamente, si è fuori dal giro. E chi lo dice poi ai miei figli che sono sempre in attesa di novità e prodotti nuovi da assaggiare? Oggi le esigenze dei consumatori sono cambiate rispetto al passato.  Come saranno, infatti, le merendine di domani? Lievito madre, ca va sans dire, ma anche catena di approvvigionamento a filiera corta, assenza di acidi grassi trans e materie prime controllate. Già questo potrebbe mettere tranquilla anche la mamma più apprensiva, ma se si valuta anche che, le merendine, oltre a essere progettate sulla base dei gusti dei consumatori,  vengono prodotte nel rispetto della salute e di un’etica rivolta alla salvaguardia dell’ambiente, beh, abbiamo fatto bingo. Bingo con Bauli, perché, rispetto alla ricette di qualche tempo fa, quando ancora non c’era tutta questa sensibilità nei confronti del buon cibo e del mangiare bene, e non parlo solo di palato, i grassi sono stati ridotti, così come lo zucchero e il sale, mentre sono stati introdotti ingredienti da un impatto metabolico meno aggressivo, più fibre integrali, più materie prime bio e anche gluten free, tanto per gradire e per soddisfare anche i celiaci. Nell’era della tecnologia, anche le merendine di rinnovano e si innovano. Siete nostalgici della torta della nonna? Pensate solo che le merendine di Bauli ne sono le degne eredi e noi italiani abbiamo proprio una passione per le merendine che ci concediamo a metà mattina o nel pomeriggio per avere l’energia necessaria per raggiungere i pasti principali. Intanto Bauli, in attesa di inaugurare lo stabilimento in India e di soddisfare la voglia di merendine degli abitanti, sta producendo a ritmo vorticoso quelli che sono definiti dolci da ricorrenza, per rendere il nostro Natale ancora più sano e dolce. Non solo profumo e dolcezza, ma anche tanta qualità.