ALIMENTAZIONE: Prodotti vegani e gluten free alla riscossa

  
Oddio, che confusione: gli allevatori promuovono il consumo di carne apportando anche evidenze scientifiche inoppugnabili che dimostrano l’importanza delle proteine nobili, ma anche di tutte le sostanze bioattive in essa contenute, mentre i vegani combattono a spada tratta il loro stile alimentare, cruelty free e sostenuto anche da nutrizionisti che ne riconoscono l’aspetto salutistico. Il vegan è una scelta etica non violenta e, diciamocela tutta, restringe notevolmente il menu a pochi piatti, non propriamente accattivanti. Devo ammetterlo: anche io, per un certo periodo ho provato a seguire una alimentazione vegana per avere l’esperienza di piatti alternativi ai soliti di cui mi sono nutrita per decenni. Allora l’hamburger vegano e biologico non poteva mancare dalla mia dispensa e la proprietaria del negozio di prodotti bio del mio paese, mi aveva insegnato ad utilizzare il seitan al posto della carne. La mia esperienza vegana è durata qualche mese, perché poi sono tornata al mio buon vitello tonnato e alla mia costata. Di certo le aziende si sono ingegnate per soddisfare le richieste dei vegani. Di recente ho scoperto “Nogluty”, prodotti da VeganDelicious, azienda toscana con sede presso una ex-macelleria, riconvertita lo scorso novembre a una produzione etica, completamente vegan.: si tratta di insaccati, prodotti con ingredienti bio e di origine vegetale e adatti anche ai celiaci, agli intolleranti al glutine e a chi preferisce non caricare il proprio intestino di questa sostanza collosa. Visto il vertiginoso aumento di celiaci, quindi, meglio deficere che abbondare? I dati del Rapporto VEGANOK 2017  riferiscono di un incremento del 27,1% dei prodotti sostitutivi della carne, del 20% dei prodotti biologici, e un più 33% dati di crescita dei prodotti senza glutine. A proposito di quest’ultima percentuale. Va bene evitare il glutine se si hanno problemi di intolleranza, altrimenti occorre fare attenzione perché gli alimenti privi di glutine contengono anche meno fibre, meno minerali e meno vitamine. Da qui, secondo uno studio dell’America Heart Association, un’alimentazione povera di glutine potrebbe aumentare il rischio di ammalarsi di diabete 2. Se godete di buona salute, dunque, preservatela e continuate a mangiare quello di cui si nutrivano i vostri antenati.