ALIMENTAZIONE: Intolleranti al lattosio? Ecco il formaggio che fa per voi

Quando i miei bimbi erano piccoli per condire la pasta, ma anche per donare alla minestra di verdure un sapore gustoso e meno “verde” possibile, ero solita ad utilizzare del formaggio, evitando il Grana Padano perché le mamme del  parchetto dicevano che le aziende che lo producevano erano autorizzate ad utilizzare un conservante. Ho avuto la fortuna di conoscere i fratelli Pozzali, Francesca e Secondo che, proprietari dell’azienda Bella Lodi e del caseificio storico di Casaletto Ceredano, rappresentano un emblema dell’imprenditoria cremasca (anche se sul confine con la provincia di Lodi). E’ proprio il signor Pozzali a spiegarmi il motivo per il quale, per la produzione del Grana Bella Lodi, si utilizza un conservante naturale, fugando così ogni dubbio sulla genuinità di un prodotto pluripremiato e certificato. Per eliminare la presenza di spore che durante la stagionatura potrebbero lievitare e creare difetti estetici (come i buchi dell’Hemmental), si aggiunge il lisozima, una proteina naturale presente nell’albume dell’uovo, quindi sicuramente innocuo. Il Grana Bella Lodi, presente sul mercato con una stagionatura di un anno e mezzo, e di 24 mesi nella versione Selezione Oro, non sempre viene prodotto con lisozima. La famiglia Pozzali, ogni anno “rischia” mettendo a stagionare 6.500 forme di Bella Lodi senza aggiunta di lisozima. Una volta svelato l’arcano, Pozzali ha spiegato anche che, nel latte utilizzato per fare il Bella Lodi, categoricamente munto da allevamenti bovini locali alimentati da foraggio controllato, vengono inoculati dei fermenti lattici che ne aumentano l’acidità, andando a demolire il lattosio. Un notevole vantaggio per gli intolleranti a questo zucchero contenuto nel latte che potrebbero tornare a gustare del sano formaggio senza correre rischi di reazioni; probabilità, inoltre, azzerata soprattutto optando per un pezzo stagionato.