LIBRI: "NON CHIAMATELA DIETA-Salute ed energia con l'alimentazione funzionale"

IL CONCETTO DI DIETA PER RACHELE ASPESI

Qual è il vostro concetto di dieta? Per alcuni di intende un regime alimentare corretto e bilanciato, per altri, invece, e direi la maggior parte, il termine indica tassativamente un tipo di alimentazione che prevede un taglio in termini di calorie e quindi di quantità di cibo ingerito, con lo scopo di dimagrire. Dieta=poche calorie, meno grassi=perdita di peso. La dott.ssa Rachele Aspesi, con una visione ben più ampia sul tema del rapporto tra alimentazione e salute, ha firmato il libro “Non chiamatela dieta – Salute ed energia con l’alimentazione funzionale”. Ovvero?

COME PER PERDERE PESO, CON TESTA E SALUTE

L’autrice, farmacista ed economo-dietista specializzata in educazione alimentare con metodo GIFT, vicepresidente dell’Ordine dei Farmacisti di Varese, affianca l’attività di farmacista a consigli pratici e mirati a livello nutrizionale per migliorare le terapie medicinali o l’integrazione alimentare. Occupandosi da tempo di educazione alimentare attraverso numerosi corsi e incontri all’interno delle farmacie, nei reparti di oncologia e ginecologia e in svariate realtà scolastiche, Aspesi con questo libro vuole insegnare “come perdere peso, restare in forma, mantenersi in salute attraverso un metodo di rieducazione alimentare graduale ma definitivo, sano ma gustoso, dove il conteggio calorico e la bilancia non esistono”. E la dieta?

COME OPTARE PER UN NUTRITIONAL MOOD SANO.

Aspesi educa per l’elaborazione di quello che lei stessa chiama nutritional mood, o in italiano, stile di vita: niente conteggio calorico, sì ai tre pasti al giorno (colazione da re fino a cena da poveri) e via libera ad un percorso di educazione alimentare, ricco di sapori autentici e in cui si sappiano anche leggere le etichette informative dei prodotti. Volete cambiare vita? Iniziate a cambiare la vostra dispensa. Come raggiungere, dunque, la perdita di peso e il benessere passando dalla tavola?

UNA GUIDA PER TUTTI

 Tre sono i passi essenziali: organizzazione di tre pasti giornalieri, scelta degli alimenti più sani e genuini possibile e modifica graduale delle nostre abitudini. Quest’ultima, potrebbe essere la fase più ostica, ma non perdiamoci d’animo, visto che Aspesi spiega, passo dopo passo, come comporre i propri pasti, come scegliere gli alimenti dagli scaffali del supermercato e quali cattive abitudini iniziare, pian piano, a modificare. Il ricettario sarà una guida indispensabile per seguire un nuovo percorso di educazione alimentare ideale per chi è a dieta da tutta la vita e non raggiunge i risultati sperati, per chi vuole conoscere un metodo alimentare semplice e che tuteli il benessere. Ma anche per gli operatori sanitari che, avvalendosi delle informazioni scientifiche contenute nel testo, potranno guidare i pazienti verso un nuovo percorso di rapporto con il cibo, a partire dal gusto e dal piacere, senza trascurare le sensazioni del corpo e il ruolo determinante della nostra mente. http://nutrirelasalute.farmacista33.it/.

 

 

 

STARTUP: L'UTILE E IL DILETTEVOLE DEL SOCIAL COMMERCE DI WORLDZ

 GLI ITALIANI E LO SHOPPING ON LINE IN FARMACIA

Qual è il vostro rapporto con l’e-commerce? Siete abituati ad acquistare on line o avete ancora delle resistenze? Sappiate che, più passa il tempo, più si registra una continua crescita della digitalizzazione degli acquisti. Il fenomeno, ormai, non sorprende più, anche se stupisce un poco che la tendenza include anche il settore farmaceutico. Secondo l’ultima analisi IQVIA, società che monitora l’andamento del mercato e-commerce delle farmacie, nei primi sette mesi del 2020 l’andamento dello scontrino medio per gli acquisti online in questo settore ha registrato una crescita di circa il 98%. Quali i prodotti più richiesti? Vitamine e minerali con un +31% di crescita negli ultimi sette mesi, ma anche prodotti per agevolare il sonno che salgono al +38% dall’inizio del 2020, prodotti per capelli con un +8% e infine vi è un+27% registrato sull’acquisto di creme per le mani rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Senza trascurare i prodotti make-up: a fine 2019, si è registrato un +22% di acquisto degli italiani di questa tipologia di prodotti dagli e-commerce farmaceutici.

WORLDZ, UNA STARTUP GENIALE.

 Questo scenario è stato da stimolo per Worldz, la startup che ha sviluppato un software per e-commerce che consente agli utenti di ottenere uno sconto personalizzato sugli acquisti online, calcolato in base al valore della loro popolarità social (Facebook o Instagram). Per ottenere immediatamente lo sconto, l’utente deve semplicemente pubblicare sul proprio profilo un post o una stories, condividendo con amici e follower il prodotto o il brand scelto.

Quindi, cercate di diventare famosi e di conquistare visibilità.

IL POTERE DEI SOCIAL ANCHE NEL SETTORE PHARMA

Perché secondo quanto rilevato da Worldz, da novembre 2019 le vendite nel settore pharma sono state incentivate dalle condivisioni social della loro community di utenti. Cifre da capogiro, raggiunte grazie a quegli oltre 14.000 post generati dagli utenti interessati a ricevere lo sconto, che a loro volta hanno raggiunto +1,3 milioni di amici e follower su Facebook e Instagram. Insomma, sapete come funziona. Ecco perché, come afferma Joshua Priore, CEO di Worldz, “I dati raccolti in questi mesi sulla piattaforma Worldz dimostrano come, ancora una volta, le aziende che hanno intenzione di innovarsi possono davvero farlo in ogni campo. Oggi più di 30 farmacie online hanno già installato il nostro software e sono già 30 milioni gli utenti che hanno interagito con i nostri strumenti”.

 

SUCCESSO GARANTITO.

Il motivo di questo successo è legato al fatto che nell’acquisto, soprattutto di prodotti per la cura del corpo e dei capelli, il suggerimento da parte di una persona fidata diventa fondamentale, poiché si tratta di trovare il prodotto giusto tra moltissime opzioni. Proprio su questo principio si fonda Worldz, che ha sviluppato una tecnologia in grado di automatizzare il passaparola tra amici e follower, consentendo ai clienti di un e-commerce di condividere con i propri contatti social le scelte d’acquisto. Non serve essere degli influencer per utilizzare la piattaforma: tutti possono diventare brand lovers sui social e ottenere uno sconto immediato per lo shopping online.

SALUTE: QUANDO L'ACQUA DIVENTA DAVVERO INDISPENSABILE

BEVETE GENTE, BEVETE

Questo caldo non ci dà tregua. Bevete abbastanza, o come la maggior parte degli italiani, aspettate di sentire lo stimolo della sete? Attenzione, perché, soprattutto con questa calura estiva è facile disidratarsi, sia per il caldo, ma anche perché in vacanza si cambiano le abitudini. Ad esempio, siamo lontani, ormai, dalla scrivania sulla quale durante l’anno lavorativo poggia la famosa bottiglietta d’acqua. E’ fondamentale bere, sia per il proprio benessere, ma anche per piacere. 

QUANTO FA BENE L'ACQUA

Quante volte, soprattutto d’estate, ci siamo goduti un buon bicchiere d’acqua fresca, apprezzandone la semplicità e anche il buon sapore. Perché diciamocelo, in Italia ci sono delle fonti dalle quali sgorga ancora acqua pura e incontaminata. Ad esempio, il brand Levissima del Gruppo Sanpellegrino, ben conosciuto e diffuso in tutta Italia e in ben 150 paesi nei cinque continenti, è una delle acque minerali, riconosciuta come archetipo dell’acqua e simbolo di purezza che ha pensato di posizionarsi sul mercato con la gamma la gamma Levissima+. 

LEVISSIMA+

Per chi cerca il benessere seguendo uno stile di vita sano, le quattro acque funzionali proposte da Levissima, offrono il loro contributo per soddisfare il fabbisogno, non solo di idratazione, ma anche di sali minerali e vitamine. A ciascuno, il suo; perché la purezza dell’acqua Levissima incontra  lo zinco, minerale che contribuisce al normale funzionamento del sistema immunitario. Levissima+Zinco che, con il suo piacevole gusto al ribes nero,  contribuisce a proteggere le cellule dallo stress ossidativo. Per chi pratica attività all’aperto e per chi ha sempre bisogno di fare affidamento sul proprio corpo, Levissima+ Potassio, al gusto mora, è la bevanda ideale per chi presta particolare attenzione al proprio benessere, soprattutto a quello muscolare. E che dire del magnesio, tanto importante per la concentrazione? Levissima+ Magnesio è la risposta, al gusto mela verde, per i prossimi impegni lavorativi.La novità dell’anno è Levissima+ Vitamine B: per chi ha sempre bisogno di energia e desidera cimentarsi ogni giorno in una nuova impresa, senza dimenticarsi di prendersi cura di sé, il mix di vitamine B1, B3 e B6 che contribuiscono al normale metabolismo energetico, aiutano il rilascio dell’energia naturalmente presente negli alimenti contribuendo al benessere dell’organismo.

UN OMAGGIO ALLA SALUTE, SENZA CALORIE E PRIVO DI ZUCCHERI:

“Le quattro referenze sono perfette per accompagnare chi ha sempre sete di nuove sfide, offrendo un valore aggiunto a supporto delle funzioni fisiologiche, apportando vitalità ed energia e adattandosi alle diverse esigenze dei prossimi mesi. Magnesio, Potassio, Zinco e ora Vitamine B, rappresentano un alleato per sentirsi bene sia fisicamente sia mentalmente, in un’acqua minerale leggera con zero zuccheri e zero calorie, e ripartire così in un sorso”  commenta Giacomo Giacani, Marketing Manager Gruppo Sanpellegrino.

“The Brave Belt”: quando nel tumore pediatrico, il coraggio riparte dai bambini.

 
PER PROMUOVERE LA FORZA INTERIORE E IL CORAGGIO
Non è mai semplice affrontare la malattia, ancor meno quando il tema è la patologia oncologica pediatrica. Riuscire a difendersi dalla sofferenza, diciamocelo, è sempre una prova di forza e di coraggio che, spesso, viene meno, per lasciare posto all’avvilimento e alla rassegnazione. La componente psicologica, in questi casi, è determinante. E non solo per i piccoli pazienti che devono essere pronti a combattere strenuamente contro un nemico invisibile, ma anche per i caregiver, di solito i genitori. Proprio partendo da questa consapevolezza, è stata lanciato “THE BRAVE BELT- STRONGER TOGETHER”, il progetto nato per volontà di Pfizer per Viverla Tutta, in collaborazione con Kids Kicking Cancer Italia, con lo scopo di infondere forza ai bambini malati di gravi malattie e ai loro genitori che li accompagnano in questo percorso di cura, più o meno lungo.
LE ARTI MARZIALI FORNISCONO GLI STRUMENTI GIUSTI
Come? Trovando la forza e il coraggio nella pratica della disciplina del Karate e delle arti marziali. Curioso, vero? Pensate che, spesso, i soggetti più deboli in questa drammatica e complessa situazione, sono proprio i genitori e Kids Kicking Cancer, l’associazione non profit nata negli USA negli anni ’90, si mette a disposizione delle famiglie di bambini affetti da cancro e anche da gravi malattie croniche per insegnare loro le tecniche e la filosofia delle arti marziali, dove poter ricavare un valido supporto emotivo e quella forza interiore per aiutarli ad affrontare al meglio la patologia. “The Brave Belt”: quando nel tumore pediatrico, il coraggio riparte dai bambini.
CONTRO IL DOLORE, TECNICHE SEMPLICI
Giancarlo Bagnulo, Presidente di Kids Kicking Cancer Italia afferma: “Questo progetto sposa pienamente la mission di KKC, sintetizzabile nelle tre parole chiave: Power (forza) Peace (Pace) Purpose (Scopo). Ai nostri piccoli guerrieri cerchiamo di insegnare come accogliere la propria forza grazie alla respirazione, allontanando il dolore, trovando la pace interiore, cercando uno scopo per andare avanti ed esercitando così anche un’influenza positiva su coloro che gli sono accanto”. La campagna “THE BRAVE BELT - STRONGER TOGETHER”, racconta come proprio i bambini siano in grado di dare l’esempio ai loro genitori per affrontare il difficile momento della malattia e del percorso di cura. Nel video manifesto della campagna “i piccoli guerrieri di KKC”, così vengono definiti i coraggiosi pazienti, mostrano quattro tecniche di arti marziali: respira, concentrati, difendi e reagisci. Tecniche semplici, ma legate ad un messaggio universale per tutte le persone più fragili, i pazienti e anche i caregiver chi si occupano di loro.

I BAMBINI, ESEMPIO PER I GENITORI: UN MESSAGGIO UNIVERSALE, OLTRE IL FARMACO.
Su www.thebravebelt.it sarà possibile trovare tutto il materiale legato al progetto. thebravebelt.it. “Il nostro scopo è quello di ricercare e proporre Innovazioni che cambiano la vita dei pazienti e questa iniziativa fa parte del nostro impegno verso i pazienti, che vuole andare oltre il farmaco. Come spiega Päivi Kerkola, Amministratore Delegato di Pfizer Italia, “Questo progetto si pone l’obiettivo di essere un sostegno psicologico rivolto non solo ai bambini, ma anche ai genitori, per aiutarli a gestire meglio le paure, lo sconforto e la sfiducia, sentimenti assolutamente naturali e comprensibili nel percorso di malattia del proprio figlio. E l’esempio dei bambini di KKC diventa un messaggio universale di incoraggiamento per tutti i pazienti e ai loro caregiver”. - Conclude Kerkola. Le lezioni di arti marziali, totalmente gratuite, che vengono organizzate dai volontari di KKC nei reparti di onco-ematologia di 18 ospedali e 5 strutture extra ospedaliere in Italia, sono volti a migliorare la capacità dei bambini nella gestione del dolore, nell’affrontare le terapie e rafforzare l’approccio psicologico ed emotivo verso la malattia. I piccoli pazienti, salendo sul tappeto imparano le tecniche delle arti marziali, ma soprattutto l’arte di affrontare con coraggio e tenacia questo difficile percorso, entrando a far parte del circolo degli eroi, diventando a pieno titolo gli ambasciatori KKC.

SALUTE: PROGETTI INNOVATIVI PER LA SALUTE. IL SOSTEGNO DI ZCUBE E' PRONTO

 Avete mai sentito parlare di Open Accelerator? Sicuramente, chi si è dedicato a progetti digital health – e in Italia, vi assicuro, non sono poche le start-up che stanno investendo nel settore  -sarà aggiornato rispetto al programma di accelerazione per start-up nelle Scienze della Vita, creato da ZCube - Zambon Research Venture. Interessante, vero? Soprattutto perché lo scopo è quello di identificare e finanziare le migliori soluzioni che definiranno il futuro della salute di tutti.Sappiate che fino al 20 luglio sarà possibile iscriversi  accedendo al sito dedicato  www.openaccelerator.it e seguendo le istruzioni.

Ma come funziona? Il programma prevede un supporto economico per team e startup, sia italiani, sia internazionali, che presentano soluzioni e progetti innovativi utili a migliorare la vita dei pazienti. A partire da Tecnologie digitali per il benessere, per proseguire con la Diagnostica, la Prevenzione, il Monitoraggio e la Terapia e, infine, Tecnologie digitali per l'informatizzazione dei Trial clinici. Attenzione, perché l'edizione 2020, oltre ad essere dedicata, come ho già detto, alle soluzioni più all'avanguardia utili a migliorare la vita dei pazienti, principalmente nelle aree terapeutiche del sistema nervoso centrale e respiratorio, introduce anche una Special Challenge dedicata al Covid-19 e ai nuovi modi di interazione tra professionisti sanitari, Industria e comunità che si sono resi necessari durante l'emergenza sanitaria.

"Con Open Accelerator chiamiamo le nuove generazioni a ripensare il futuro della salute guardando alla tecnologia come a una delle soluzioni in grado di migliorare il benessere delle persone. È un programma che, negli anni, ha portato nel settore novità, innovazione e voglia di superare le attuali barriere fisiche in favore di una maggiore digitalizzazione. Ecco perché quest'anno abbiamo voluto focalizzarci proprio sulla digital health, anche affiancando alle aree tecnologiche, una sezione speciale in risposta ai bisogni emersi durante la recente pandemia.” - dichiara Fabrizio Conicella, General Manager e Board Member di OpenZone e Zcube.

Questa sarà la quarta edizione di Zcube. Le precedenti hanno registrato un enorme successo, raccogliendo oltre 200 200 domande di partecipazione provenienti da start-up di ben 20 Paesi diversi. 28 sono stati i team che hanno partecipato al percorso di accelerazione e 7 sono stati i progetti premiati.Dal 20 luglio in poi, il team di Zcube, con la collaborazione di una giuria di esperti, selezionerà le start-up che, tra ottobre e novembre, prenderanno parte al percorso intensivo di accelerazione di 4 settimane che si terranno nel campus scientifico Open Zone - alle porte di Milano. Forza, la nostra salute ha bisogno anche del vostro contributo.

ECCELLENZE: CONOSCETE L'ORO VERDE DEL BELICE?

LA VALLE DEL  BELICE
Sono in molti a chiamarla Valle del Bèlice, ma il fiume che attraversa la zona collinare della Sicilia occidentale che si estende su una vasta area che comprende province del Palermitano, del Trapanese e alcune di Agrigento, si pronuncia Belìce. Una questione di accento, che non cambia né quel fascino misterioso e, soprattutto la tanto declamata ricchezza di un territorio vocato al turismo, ma anche all’agricoltura e all’olivicoltura, una pratica millenaria che ha contribuito a rendere famosi i siciliani che, da padre in figlio, si tramandano tecniche, aziende, buoni sapori e una sana reputazione. Qui, nel triangolo che profuma di zagare, di agrumi, dove si sente appena la salsedine del mare, la cultura dell’olio è molto viva tra gli abitanti che sanno valorizzare la famosa Nocellara del Belice.
L'ORO VERDE DELL'AZIENDA GENNA
In quel di Partanna, a 300 mt sul livello del mare, in provincia di Trapani, la famiglia Genna dal 1925, da generazioni si dedica con amorevole cura a ben 1700 piante di ulivo Nocellara del Belice, una cultivar di olivo molto pregiata che, in questo territorio della Sicilia occidentale, la fa davvero da padrona. Conosciuta tra le varietà autoctone siciliane, la Nocellara vanta la Denominazione d’Origine Protetta, sia come oliva da mensa, sia per la produzione di olio, ormai famoso come Oro Verde del Belice.
TRA TRADIZIONE E MODERNITA' UN ALIMENTO PREZIOSO
E la famiglia Genna, Giuseppina e Pino con i figli Vito e Natale, con la sua azienda agricola di 6 ettari, continua ad investire passione e dedizione per la loro terra, ma anche per un’eccellenza che non è solo condimento, ma grazie al suo originale gusto fruttato, dai toni erbacei con sentori di pomodoro, mandorla e carciofo, è considerato un vero alimento, indispensabile sia per i suoi noti effetti salutistici, ma anche per la soddisfazione del palato. Nel rispetto dei metodi più antichi e meno invasivi, privilegiati per limitare l’utilizzo di prodotti artificiali che possano modificare il naturale decorso della fioritura e del raccolto delle olive, i Genna, ogni anno offrono il loro importante contributo per rendere l’olio simbolo di quella gastronomia contemporanea che nasce da un rapporto simbiotico tra tradizione, eccellenza e innovazione, ma anche della semplicità più genuina e autentica, dal profumo pregnante e dal sapore deciso

ALIMENTAZIONE: EVVIVA LE MERENDINE, PER GENITORI E FIGLI

 L'IMPORTANZA DELLA MERENDA

L’ora della merenda è sempre attesa e quando arriva il nostro umore ne giova. Ma anche la nostra attenzione. Non sarebbe semplice “tirare” da pranzo a cena, senza mettere nulla sotto i denti: un momento di relax, ma anche di nutrimento sia per il nostro corpo, sia per il nostro cervello. Qual è la vostra merenda ideale? Perché secondo una recente ricerca Doxa - Junior i genitori considerano le merendine un alimento trasversale. Quindi non solo per i bambini, ma per tutta la famiglia. Vi sarà di certo capitato di rubare dalla dispensa qualche tortina che avrete comprato per i vostri figli.

ANCHE PER GLI ADULTI

Del resto, non c’è nulla di male. Quando gli adulti fanno scorte per deliziare le esigenze dei figli, si soffermano a leggere le etichette con le informazioni nutrizionali e quando acquistano un prodotto alimentare, lo scelgono principalmente in base a gusto, prezzo, aspetti nutrizionali e fiducia nella marca. Vi ritrovate? Sono 2 genitori su 3 (66%) che acquistano merendine e lo fanno sia per la merenda dei propri figli che per tutta la famiglia. Vi sorprenderete, ma sappiate che sono ben 31 milioni gli adulti che consumano, in media 2 volte a settimana, le gustose merendine. Ad esempio? Quali sono le merendine preferite dai genitori per i figli e promossi dai nutrizionisti?

QUALE MERENDA?

La merendina si colloca nella “top five” degli alimenti che i genitori danno ai loro figli, preceduta da frutta, in testa con il 51%, yogurt (42%), snack salati (28%) e panini (24%).  L’81% dei genitori (8 su 10) dà a merenda ai propri figli una merendina e lo fa in media 2 volte a settimana, alternandola con altre tipologie di alimenti, nell'ambito di un consumo consapevole. E’ chiaro che stiamo parlando di prodotti alimentari che, negli ultimi anni, hanno risposto alle esigenze di un consumatore  molto attento alla salute, alla linea e all’aspetto nutrizionale.

MERENDA EQUILIBRATA

 Le aziende dolciarie, oltre ad aver ridotto il contenuto di grassi saturi di un buon 20% e del 30% il quantitativo di zuccheri, tagliando, inevitabilmente, anche le calorie (-21%), hanno anche eliminato gli acidi grassi trans. Un bel risultato, evidenziato anche da etichette più chiare. All’insegna dell’equilibrio, dunque, partendo anche dalle porzioni più ridotte, senza rinunciare a gusto e a piacevolezza. Come spiega la dott.ssa Valeria del Balzo “La riduzione della quantità di zuccheri, grassi saturi e del valore energetico per porzione ha reso le merendine, ancor di più rispetto al passato, una delle alternative nutrizionali alla merenda degli italiani, bambini ma anche adulti. Le merendine sono caratterizzate da un modesto contenuto di calorie, vanno dalle 110 delle più semplici fino alle 180 delle più ricche e permettono quindi di rifornire l’organismo della piccola quantità di energia che serve per arrivare ai pasti principali con un senso di sazietà adeguato e per mantenere la concentrazione in determinati momenti della giornata. Se consumate 1-2 volte a settimana, durante lo spuntino mattutino o pomeridiano, le merendine possono a tutti gli effetti far parte di un piano di alimentazione sano, all’insegna della varietà”.

 

 Un impegno volontario per la riformulazione dei prodotti che è andato anche oltre gli obiettivi del protocollo d’intesa firmato tra AIDEPI (ora Unione Italiana Food) e il Ministero della Salute nel 2008.

 

 





E’ un tema che in pochi amano affrontare, ma di certo, soprattutto in questo periodo listato a lutto a causa dei contagi Covid-19, è importante sapere che anche le onoranze funebri, si stanno adeguando, in funzione delle restrizioni governative che persistono. Il rito funebre è cambiato: le cerimonie sono vietate in chiesa, ma è ammessa la benedizione della salma al cimitero in forma privata: non più di 15 persone possono unirsi per salutare il loro caro.  “Usi, costumi e tradizioni sono stravolti – esordisce Armando Bragallini, Responsabile dell’impresa di onoranze funebri illuxit di Ravenna - soprattutto l’elaborazione del lutto per una famiglia è davvero difficile. Non ci si può stringere tutti assieme, non si possono ricevere visite di amici, di colleghi che prima di questa epidemia aiutavano a dare conforto e, talvolta, anche a superare il dramma”. L’impresa illuxit grazie alla collaborazione di due Counselor esperte e preparate quali Donatella Tarozzi e Stefania Scarabelli, da subito, ha deciso di offrire un servizio gratuito di sostegno counseling. “Per beneficiare del servizio gratuito ci sono subito pervenute tramite i nostri canali comunicativi numerose richieste – prosegue Bragallini – e siamo lieti che la nostra iniziativa abbia lenito, anche se in piccola parte, il dolore per la perdita improvvisa di un proprio caro senza poterlo “salutare” per l’ultima volta.” 

I colloqui gratuiti con le due professioniste nel pieno rispetto dei DPCM vigenti sono avvenuti tramite video chiamata.

“Anche per questo servizio ci stiamo servendo della tecnologia che, fortunatamente, ci aiuta ad accorciare le distanze – continua Bragallini. Sul portale dell'impresa Illuxit abbiamo creato un’apposita sezione dove i congiunti possono lasciare il loro ultimo saluto.  Inoltre, utilizziamo sempre la tecnologia, quando i familiari lo desiderano per inviare loro videoclip della benedizione e dell’ingresso del feretro al cimitero.”

In questo momento, durante il quale, purtroppo, sono sempre più numerose le famiglie in seria difficoltà economica a causa della chiusura forzata di tante realtà lavorative per contenere l’emergenza sanitaria,  dover provvedere alle esequie di un congiunto può essere un grave problema. 

“Mi sono a lungo consultato con il mio titolare Andrea Flamigni  – conclude Bragallini – e ci è sembrato doveroso in questo difficile momento andare incontro a chi soffre doppiamente perché impossibilitato a dare l’ultimo saluto al proprio congiunto. Abbiamo deciso, fino al termine dell’emergenza, di offrire le nostre prestazioni al prezzo di costo, salvo i diritti d’agenzia. Inoltre, per quanti ne faranno richiesta, rateizzazione dei pagamenti.”

Il giorno del vostro parto si avvicina? Non rovinatevi l’attesa e le atmosfere facendovi prendere dall’ansia. Mi rendo conto che l’idea di farvi ricoverare in ospedale in questo periodo di emergenza Covid-19, non è proprio piacevole, ma sappiate che, come afferma il prof. Fabio Mosca Presidente della Società Italiana di Neonatologia (SIN), intervenendo proprio per tranquillizzare le mamme e i papà in dolce attesa, “ Nei  nostri ospedali si nasce come sempre con tutte le precauzioni e le cure amorevoli, nel rispetto dei protocolli ministeriali, con percorsi separati, un attento triage ed aree riservate ai pazienti Covid-19.Anche in questi tempi difficili, il miracolo della vita continua a compiersi in sicurezza in tutta Italia”.

 La SIN ha realizzato un video (www.youtube.com/watch?v=RAx5u97KI70), girato presso la Fondazione IRCCS Cà Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano – Clinica Mangiagalli, con l’obiettivo proprio di tranquillizzare in tal senso i futuri genitori. Inoltre, per supportare mamme e papà in questa nuova situazione anche al rientro a casa con il neonato, ha preparato poi alcuni consigli pratici, raccolti in un poster, scaricabile al link https://www.sin-neonatologia.it/pdf/PosterSIN-a-casa-con-neonato-15-04-2020-2.pdf.

I neo genitori non saranno lasciati da soli. Mi raccomando, seguite i consigli della SIN che, anzitutto, come sempre, promuove l’allattamento al seno. Del resto, il latte materno è un alimento unico, naturale e completo dal punto di vista nutrizionale e fornisce al bambino utili anticorpi, proteggendolo da eventuali infezioni.

Ecco allora alcune regole da seguire per non andare in panico e creare quella sana armonia tra voi genitori e vostro figlio.

·         È importante allattare a richiesta, cioè ogni volta che il neonato lo richieda, assumendo una corretta posizione, comoda e rilassata.

·         È bene lavare frequentemente le mani ogni volta che si accudisce il neonato.

·         Per la tutela dell’intero nucleo familiare dal possibile contagio, è consigliabile lasciare fuori dalla porta scarpe e vestiti indossati per uscire, cambiare spesso l'aria delle stanze (almeno due o tre volte al giorno) e prestare particolare attenzione alla pulizia e all'igiene delle superfici, utilizzando prodotti specifici.

·         Dovendo necessariamente restare a casa, è consigliata ogni genere di attività che possa apportare serenità al nucleo familiare.

·         La SIN consiglia, quindi, di mantenete contatti, seppur “virtuali”, con parenti ed amici, ascoltare musica, praticare yoga, leggere un libro o semplicemente recuperare sonno ed energie nei momenti di tranquillità.

·         Anche durante l’isolamento, occorre tenere sempre d’occhio e rispettare il calendario dei controlli di crescita e dei vaccini.

·         I genitori potranno rivolgersi al neonatologo o al pediatra di libera scelta per concordare le relative visite e per qualsiasi dubbio. Per evitare fake-news, è necessario informarsi online su fonti accreditate, come quelle del Ministero della Salute e dell’Istituto Superiore di Sanità o anche sul sito e sulla pagina Facebook della Società Italiana di Neonatologia.

·         In presenza di eventuali sintomi influenzali, è indispensabile l’utilizzo di mascherine chirurgiche per tutti i componenti della famiglia, mantenere la distanza di almeno un metro ed effettuare un’accurata e frequente igiene delle mani, in attesa degli opportuni accertamenti.

·         In vista della Fase 2, che prevederà una ripresa graduale delle attività quotidiane, la SIN invita, infine, a mantenere comportamenti prudenti per proteggere il proprio nucleo familiare dal virus, utilizzando, in base alle indicazioni delle autorità competenti, barriere protettive individuali come guanti e mascherine, prestando particolare attenzione al distanziamento sociale ed al lavaggio frequente delle mani.

E adesso, godetevela!

 

 

TEMPO LIBERO: VIVA LA VOSTRA MAMMA, ELEGANTE ANCHE IN CUCINA CON LE CREUSET

Ragazzi, quarantena sì, quarantena no, la Festa della Mamma si avvicina. E, dite la verità, quanto siete stati coccolati, in questo periodo, ma non solo, dalla vostra dolce mamma, con la sua serenità, a volte magari un po’ forzata per offrirvi supporto e per rassicurarvi: ma lei c’è sempre, comunque vada, gentile e sorridente. Incondizionatamente. Già, ma visto per vi si presenta proprio l’occasione per ringraziarla, avete già pensato ad un’idea che possa incontrare i suoi gusti e soprattutto esserle utile? Mi sono soffermata sul sito dell’azienda Le Creuset, un’azienda francese che, da oltre 90 anni, offre una collezione completa di accessori per la cucina di alta qualità. Io ho avuto modo di provare le pentole, ma per la festa della mamma, diciamo la verità, sarei felice di ricevere la Calm Collection, una collezione di accessori pratici e di design che Le Creuset ha pensato proprio per celebrare la festa della mamma. Non a caso, i toni delicati scelti per colorare i 9 diversi set regali, molto essenziali e che evocano proprio serenità e calma, sono stati scelti per esprimere al meglio la dolcezza degli abbracci e dell’amore della mamma. Ok, ma di cosa stiamo parlando? Ebbene, tazze e cucchiaini, mini-cocotte e ramequin (per gli uomini che non frequentano la cucina, è lo strumento per fare dolci come crème brulée, flan, coulant di cioccolato o qualsiasi soufflé), ma anche ciotole e piatti, tutti rigorosamente nel pratico gres vetrificato. Ragazzi, ancora una volta, a beneficiare di questo spettacolo sarete voi, quando proprio Lei, la vostra mamma, vi preparerà una colazione coi fiocchi e di gran classe, ovviamente, elegantemente servita.  https://www.lecreuset.it/calm-collection. Qui troverete il link per l'e-commerce. Buon 10 maggio!

 

CUCINA: CONOSCETE BENE LE FUNZIONI DEL VOSTRO FORNO? BERTAZZONI CONSIGLIA

Non so a voi, ma a me capita spesso di essere in difficoltà nel momento della programmazione del forno. Poi, per carità, il mio non ha tremila funzioni: è un bel forno, di un’ottima marca ma che, povera stella, ha anche i suoi 20 anni. Nonostante tutto, quando devo cucinare un arrosto, una lasagna, una teglia di pizza, la domanda sorge spontanea: statico o ventilato? Perché il risultato, signori miei, cambia, eccome se cambia. Ecco allora che inizio il googleconsulto. Si avvicina il mio compleanno e visto che il forno, soprattutto in questo periodo, è diventato il mio partner ideale, credo sia il momento di rinnovarlo. Non potendo cambiare marito, ci provo col forno. Facendo un giro in rete, mi è apparso, tra gli altri, il sito Bertazzoni. Ecco, ho scoperto un forno con funzioni nuove, come ad esempio, la Smart Bertazzoni Assistan che aiuta i meno esperti nell’impostare tempistiche e parametri ideali per cuocere le proprie ricette. La sonda carne e il termostato digitale garantiscono, inoltre, un controllo preciso della temperatura nelle diverse modalità di cottura. Vuoi mettere?  Veniamo a noi: cottura statica, quella più tradizionale che cuoce per irraggiamento termico,  indicata, quindi, per tutte le ricette che prevedono una lievitazione – spero di ricordare che questa funzione è l’ideale per pane, pizze, dolci e lievitati. Ma attenzione, perché Bertazzoni propone l’innovativa funzione di lievitazione a bassa temperatura. Mica male, in termini di qualità sia di risultato, ma anche di risparmio. Poi, cottura al Vapore. Non so voi, ma io sono stanca di padelle, di cestelli, di pentole a più piani per cuocere a vapore verdure, pesce, ortaggi e legumi. Fenomenale: con la funzione di cottura Steam Assist Bertazzoni, è possibile impostare tre diversi livelli di intensità del vapore (25%, 50% e 75%) in abbinamento alle modalità di cottura più tradizionali, per cucinare pesce, arrosti di carne e focaccia che risulteranno croccanti all’esterno, morbidi e succosi all’interno. Ma non finisce qui. Dove mettiamo la cottura Ventilata?  Leggo: “Nei nuovi forni combinati da incasso Bertazzoni, la cottura ventilata assicura una distribuzione uniforme del calore su ben cinque livelli di cottura all’interno di una cavità forno gigante da 76L - una delle più grandi sul mercato - per arrostire e cuocere senza che i sapori si mescolino. Il grill a infrarossi garantisce una rosolatura e grigliatura ottimale su ampie superfici”. La cottura ventilata aiuta a sciogliere i grassi contenuti negli alimenti, permette di gratinare e dorare uniformemente tutti i cibi.  Evvai, allora con arrosti, sformati, secondi di pesce, arrosti e dolci dal cuore morbido.Avete ancora dubbi?

Con l’emergenza COVID-19 abbiamo dovuto ricalcolare i percorsi a cambiare le nostre abitudini. Per non rinunciare al prezioso lavoro, ci siamo adattati allo smart working; i ragazzi sono collegati ai loro professori per assistere alle lezioni; i bambini? Anche loro sono spesso davanti a portatili, tablet o smartphone. Verosimilmente, questo nuovo comportamento si prospetta anche per i tempi futuri. Come se non bastasse, non appena abbiamo del tempo libero ci colleghiamo tutti a Facebook o andiamo alla ricerca di notizie: siamo sempre on line e con lo sguardo fisso sui monitor e sui videoterminali. Attenzione ai nostri occhi, perché, senza accorgimenti preventivi, si rischia di pagare un conto salato in termini di sofferenza visiva. L’Associazione Vision+Onlus, nata nel 2005 in seno ai Distretti Lombardi del Rotary, oggi attiva anche virtualmente, lancia il ‘VADEMECUM salva-vista’ per l’uso corretto dei videoterminali, visibile anche sul portale www.visionpiuonlus.it. Vision+Onlus è un’organizzazione non lucrativa di utilità sociale (ONLUS), apolitica, apartitica, aconfessionale e senza scopo di lucro che persegue in via esclusiva, finalità di solidarietà sociale nel settore dell’assistenza socio-sanitaria, per il miglioramento della cura e dell’assistenza nel campo delle malattie oculari, a favore di soggetti svantaggiati e bisognosi.  Alcune anticipazioni? Anzitutto, i nostri videoterminali, dovrebbero avere un’inclinazione che permette di eliminare eventuali riflessi di luce, sia naturale sia artificiale e devono essere tenuti ad una debita distanza, che va in funzione della grandezza del dispositivo, poiché i monitor, anche se sono di ultima generazione, sono fonte di luce blu molto dannosa per la vista.

Inoltre, per godere di una lettura fisiologica, anche il posizionamento dello schermo dei PC fissi dovrebbe essere con lo sguardo rivolto leggermente verso il basso e in convergenza. L’altezza del desk dovrebbe essere compresa tra i 70 e gli 80 cm. Il mouse dovrebbe essere ergonomico. Insomma, ci sono delle regole che andrebbero seguite per non giungere alla sera con dolori agli occhi, arrossamenti e lacrimazione eccessiva. O scarsa. Non tutti sanno, ad esempio che, quando siamo molto concentrati con la visione sullo schermo, si riduce la frequenza di ammiccamento (contrazione delle palpebre) che porta ad un’evaporazione più veloce delle lacrime e quindi ad una minor lubrificazione oculare. Sarà quindi buona norma, prenderci una pausa, per distogliere la vista dallo schermo, decontrarre collo, spalle e schiena ed avere una giusta idratazione (bere almeno un litro e mezzo di acqua al giorno). Inoltre, su consiglio del vostro oculista utilizzare i sostituti lacrimali per evitare la secchezza oculare. Mi raccomando, quando le misure di distanziamento sociale saranno non più così stringenti, una visita oftalmologica periodica è caldamente consigliata, in modo specifico anche nei bambini, che già nel primo triennio di età vengono largamente in contatto con schermi e monitor.

SALUTE: IL BUONGIORNO SI VEDE DALLA COLAZIONE

LA COLAZIONE, MOMENTO CHIAVE DELLA GIORNATA

Anche voi, sicuramente, avrete cambiato le vostre abitudini perché l’isolamento ci ha portato a dover “ricalcolare il percorso”. E anche i programmi. Non perché siamo isolati, dobbiamo navigare a vista: le regole sono fondamentali, specialmente per la nostra salute e il nostro equilibrio. A partire dalla colazione.  Lo studio condotto da Isola Bio Lab, l’osservatorio che analizza i trend legati al mondo della colazione, ha analizzato le principali fonti tra testate, magazine e portali specializzati in scienze nutrizionali e i 30 esperti in scienze della nutrizione coinvolti erano concordi nel definire definire la colazione come il momento chiave della giornata. Cosa ne pensate?


QUANTE CALORIE A COLAZIONE?

Io adoro alzarmi e iniziare la giornata davanti ad una buona tazza di latte e caffè: poi, a seconda dell’umore, opto per una colazione dolce o salata. Di certo, devo stare attenta che mi fornisca l’energia giusta per affrontare la giornata che, anche se è trascorsa in casa, non finisce mai ed è impegnativa. In questo periodo, è bellissimo sedersi tutti a tavola assieme e stare comodamente in attesa dell’inizio delle attività di ognuno, i ragazzi con le lezioni on line, io e mio marito in smart working. Nessuno che scappa, nessuno che deve infilare il giubbotto, nessuno che deve anticipare il vicino per acchiappare l’ascensore: stiamo tutti a casa, in armonia. Qual è l’apporto calorico ideale della colazione? Generalmente, il primo pasto della giornata fornisce tra il 15% ed il 20% delle calorie totali, contro il 35%-40% di quelle derivanti da pranzo e cena, mentre il restante arriva dagli spuntini mattutini e pomeridiani. Certo che questi dati variano da persona a persona, come conferma il Dottor Andrea Ghiselli, Presidente della Società Italiana di Scienze dell’Alimentazione. Per i ragazzi che passano molte ore seduti a studiare, le calorie vanno dalle 400 per le femmine a 500 per i maschi. Per quanto riguarda gli adulti, invece, 540 per gli uomini e 440 per le donne. È importante, dunque, non saltare la colazione che ci dà un importante apporto nutritivo e le energie necessarie per evitare, così, di mangiare fuori pasti principali. Aiuto, gli snack fuori pasto: nulla di più deleterio, anche per la linea.

CONSIGLI

Infatti, anche la biologa nutrizionista Annalisa Olivotti sottolinea l’importanza della colazione come momento “per reintegrare liquidi e nutrienti dopo il riposo: è meglio fare un’abbondante colazione per ridurre gli apporti calorici sia a pranzo, sia a cena”. Consigli? “Consiglierei il latte per i bambini in età prescolare e, per tutti gli altri, tè, caffè d’orzo e bevande vegetali. Fra queste suggerisco il latte di riso o quello di avena. Un altro alimento, importante per tutti, è lo yogurt bianco e intero, a cui si possono aggiungere nella vaschetta cereali integrali con della frutta fresca o secca, ma anche una fetta di pane con del miele o qualche biscotto multi-cereale. Per l’apporto di vitamina C, infine, vanno bene spremute d’arancia e frutta fresca”.

EVVIVA IL BUONUMORE

Sta di fatto che, per me, fare colazione è un rito che mi fa iniziare la giornata di buonumore. E a confermalo è anche Tim Sharp, psicologo e professore presso la UTS School of Management, secondo il quale “cominciare bene la giornata crea energia positiva ed anche i valori nutrizionali della colazione contribuiscono a generare buonumore”.

IL SEGRETO? DIVERSIFICARE. ECCO COME.

Ma non basta, occorre saper diversificare i nostri pasti. Non dimentichiamo, inoltre di idratarci. Va bene, ma cosa ci possiamo inventare noi mamme per diversificare la colazione? Ecco un decalogo strategico per una perfetta colazione tutti assieme.

1.    Il “Breakslow” è condivisione. La colazione lenta come un modo per ritrovarsi tutti a tavola, stare insieme e trascorrere un momento in armonia con la famiglia;

2.    Apportare le stesse calorie. La colazione, per chi resta a casa, è ancora più importante. Bisogna porre attenzione alla quantità di calorie, che rappresentano il 15% del totale giornaliero;

3.    La colazione dev’essere completa. Assicurarsi di assumere un apporto bilanciato di carboidrati, proteine, grassi, sali minerali e vitamine;

4.    La colazione lenta diventa un’opportunità. Oltre a riscoprire un modo per stare assieme, è l’occasione perfetta per trovare la giusta concentrazione e gli stimoli per affrontare la giornata nella maniera corretta;

5.    Dare il buon esempio. Tramandare il “rito” della colazione ai più piccoli, facendo capire loro come sia importante questo rito di condivisione e di affetto con le persone più care;

6.    Bio vuol dire sano. Per variare il proprio menù, si può optare per una colazione “bio”. Perché non provare, bevande vegetali alla soia, farro, miglio, mandorla o cocco? Mangiando biologico, infatti, si avrà la sicurezza di nutrirsi con prodotti a “etichetta pulita” senza l’aggiunta di ingredienti artificiali;

7.    La frutta è importante. È, infatti, una delle basi per una colazione sana e nutriente: può essere assunta sotto forma di spremuta, di estratto, ma anche centrifugata;

8.    Frutta, ma anche carboidrati. Da una vaschetta di cereali integrali alle fette biscottate, passando per una fetta di pane;

9.    Segui la stagionalità. Dalle arance, mangiate così o con una spremuta, alle mele passando per mandarini e pere, scegliere la frutta fresca, ricordandosi di assumerla anche in altre occasioni. Una valida alternativa possono essere i succhi di frutta: albicocca, pera, mela, ma anche pesca, prugna ed arancia, carota e limone. Per un mix sano, biologico e dissetante, infine, ci sono bevande in cui la succosità della frutta incontra la dolcezza del riso, ideali per la colazione e la merenda;

 10. Ricordarsi di fare movimento. Come suggerisce la Società Italiana di Nutrizione Umana (Sinu), non dimenticarsi di associare l’attività fisica. Dal fare le scale al pulire casa, passando per alcuni esercizi di stretching: i modi per restare in forma sono davvero molti. Se possibile, infine, esporre braccia e gambe al sole per 15-30 minuti, sul balcone di casa o in giardino, per favorire la sintesi di vitamina D.  


 

SALUTE: IL CORONAVIRUS E L'ISOLAMENTO ASSOLUTO

L’EMERGENZA CORONAVIRUS: LE DIFFICOLTA’ PER I PLURIMINORATI

L’ emergenza sanitaria causata dal coronavirus ha imposto a tutti l’isolamento e il cosiddetto distanziamento sociale. Pazienza, prima o poi ne usciremo, intanto godiamoci i momenti in famiglia e dedichiamo più tempo a noi stessi. Già, ma provate a pensare alle persone sordocieche che, a causa di queste restrizioni emanate per evitare il diffondersi ulteriore della pandemia, stanno vivendo in una condizione di isolamento assoluto. Data la minorazione sensoriale, infatti, i sordociechi utilizzano prevalentemente il tatto per comunicare e conoscere l'ambiente circostante: in questo periodo durante il quale occorre mantenere la distanza di sicurezza, queste persone sono definitivamente isolate. Proviamo a metterci nei loro panni, ma anche in quelli di quei genitori e dei famigliari che, a causa della chiusura dei servizi di sostegno, vedono i loro cari disabili abbandonati e lasciati soli. Non tutti conoscono l’importante lavoro sociale e umano che compie quotidianamente la Lega del Filo d'Oro: solo lo scorso anno, i suoi operatori hanno seguito circa 950 utenti nei diversi servizi, di cui il 7% sono persone che hanno più di 65 anni e il 3% sono bambini tra 0 e 4 anni che spesso presentano un quadro clinico molto complesso. Le persone sordocieche e pluriminorate psicosensoriali, così come tutte le persone che presentano patologie cronico-degenerative, pluridisabilità e, più in generale, un quadro clinico già compromesso, rappresentano una delle categorie maggiormente esposte al rischio di contrarre il "coronavirus”. Proprio alla luce dei recenti provvedimenti emanati dal Governo, sono state definite misure preventive e disposizioni organizzative per tutte le sedi della Lega del Filo d'Oro in Italia, a partire dalla riduzione dell’attività, fino alla sospensione dei Servizi Diurni e dei Servizi Territoriali Le visite sono ridotte al minimo rese indispensabile solo per i familiari. Almeno rimangono attivi i servizi di supporto telefonico per continuare a garantire sostegno alle famiglie. Ma non basta.  

UN APPELLO ACCORATO

E’ proprio Francesco Mercurio, Presidente del Comitato delle Persone Sordocieche della Lega del Filo d'Oro a lanciare un appello alle Istituzioni perché le persone sordocieche, continuino a comunicare e a stare in contatto con la realtà esterna: "Non chiediamo deroghe alla normativa, siamo consapevoli che il virus non ne ammette. Tuttavia, il contatto rappresenta per noi una questione di vitale importanza e vorremmo che questa vicinanza necessaria alla comunicazione delle cose essenziali e allo svolgimento delle attività della vita quotidiana, avvenisse in sicurezza per noi e per le persone che ci aiutano”. Quali sono questi i servizi fondamentali? Come racconta Rosa Francioli Presidente del Comitato delle Famiglie della Lega del Filo d'Oro e mamma di un ragazzo sordocieco: “Molte delle difficoltà legate alla sordocecità, sono normalmente sopperite dalle reti: la rete dei servizi, la rete familiare, la rete amicale ed il volontariato. La stragrande maggioranza delle famiglie che faceva riferimento ad altre risorse, come ad esempio i centri diurni, oggi ne sono rimaste completamente scoperte e si trovano da sole ad affrontare enormi difficoltà. Ci sono persone che, con le dovute precauzioni, potrebbero e vorrebbero aiutare chi si trova in una situazione di necessità. Ma tra i motivi che consentono lo spostamento dal proprio domicilio, rientrano solo quelli di lavoro e di necessità personale e familiare e non di altre persone. Questo è un grosso limite”.

LO STAFF NON SI FERMA

Un applauso ai dipendenti, ai medici, agli infermieri, agli operatori, agli educatori, ai terapisti, agli psicologi nonché a tutti i collaboratori perché prestano servizio con abnegazione nei 5 Centri Residenziali della Lega del Filo d'Oro e sono anche loro in prima linea per continuare ad assistere e curare le persone sordocieche e pluriminorate psicosensoriali accolti nelle strutture della Lega.

 

 

ALIMENTAZIONE: PROVATE A DIVENTARE PANETTIERI. CON FARINE GARANTITE

TUTTI A CASA, TUTTI CHEF

L’emergenza Covid 19  ha davvero imposto dei cambiamenti nella gestione della nostra quotidianità. Ogni tanto, mi convinco di essere in vacanza, visto che non mi manca il tempo per pulire, leggere e anche cucinare. So che sono in buona compagnia perché sono molti gli italiani, sia uomini, sia donne che stanno riscoprendo il piacere di provare, almeno per questo periodo, ad essere uno chef. Ad esempio, vi siete cimentati nella preparazione del pane? Io ne preparo tuti i giorni visto che sono a casa  24 ore al giorno, con tre uomini abituati a mangiare bene e anche in modo sano.

LE FARINE MAGICHE, UNA GARANZIA

Mentre navigavo in rete sono approdata al sito de Le Farine Magiche del Gruppo Lo Conte, brand italiano che conosco da anni e che utilizza anche la mia mamma per fare la pasta. Nella sezione dedicata all’operazione #iorestoacasa, ho notato aggiornamenti continui con nuove idee e nuove ricette. Io sono abituata a fare il mio solito pane, ma da quando ho scoperto questo angolo di piacere, anche il mio trio di ometti sembra aver ritrovato una nuova luce. Soprattutto quando ho proposto loro la Treccia di pane, la ricetta più gettonata negli ultimi giorni: non è stato per niente difficile prepararla ed è stato anche veloce.

PROVATE ANCHE VOI

Siete curiosi? Ma sì, la trovate sul sito, ma ve ne do un’anticipazione, con qualche consiglio per la preparazione. Ho utilizzato la farina di frumento di tipo 1 Le Farine Magiche, poco raffinata, arricchita con grani antichi e con pasta madre rinfrescata ogni giorno con la farina di farro, sempre de Le Farine Magiche, nata dalla combinazione di tre tipi di farri bio (Farro Monococco, Farro Dicocco e Farro Spelta).

Eccomi, questa la ricetta.

Ricetta della TRECCIA DI PANE

Fragrante e morbida, è caratterizzata da una bellissima alveolatura e viene preparata realizzando tre capi di pasta lievitata uniti e sovrapposti, fino a creare la classica forma a treccia.

 Ingredienti

225 g di Farina di farro Le Farine Magiche

225g di Farina tipo 1 Le Farine Magiche

1 bustina di Lievito di birra Decorì

60g di Parmigiano Reggiano grattugiato

10 g di sale

20g di olio

90ml di latte

50g di noci tritate

250ml di acqua

 

Preparazione

Versare in una ciotola la farina di farro e la farina tipo 1 Le Farine Magiche, il sale e il parmigiano grattugiato.

Mescolare tutto, unire l’olio, il latte e le noci.

Aggiungere metà dell’acqua, poi il lievito di birra (io utilizzo il Decorì) e infine il resto dell’acqua.

Impastare bene con le mani, fino a ottenere un impasto liscio e morbido.

Trasferire l’impasto in una ciotola pulita e infarinata, coprirlo con un panno e farlo riposare finché avrà raddoppiato il volume.

Quando l’impasto sarà ben lievitato, rovesciarlo su un piano da lavoro, dividerlo in 6 parti e tagliare ogni pezzo d’impasto in modo da formare 3 capi uniti. Quindi intrecciarli e fermare la fine della treccia schiacciando con le dita.

Riporre la treccia di pane su una teglia rivestita di carta forno e far lievitare ancora finché raddoppia.

Preriscaldare il forno a 180 gradi e infornare.

Far cuocere la treccia di pane per circa 15 minuti, sfornare e far raffreddare.

 

Visto che è impossibile tutti i giorni fare la coda al supermercato, ho acquistato online sul sito https://clienti.loconteshop.com/dove gli ingredienti che mi sono serviti per questa ricetta, ma non solo, visto che si può scegliere tra oltre 250 prodotti tra farine, lieviti, decorazioni e accessori per pasticceria, tutti consegnati comodamente a domicilio. Iscrivetevi anche voi alla newsletter e avrete lo sconto 15% su tutti i prodotti a catalogo

 

 

ESTETICA: ANCHE GLI UOMINI VOGLIONO CONSERVARE LA LORO BELLEZZA IN QUARANTENA


Sembra una gara; è sicuramente difficile orientarsi tra tutti quei consigli destinati alle donne che, per mantenere il look impeccabile, non devono fare altro che ascoltare e mettere in pratica. Ceretta, sopracciglia, baffetti, maschere e impacchi. E gli uomini? Perché anche loro hanno un’immagine e uno stile da preservare e vedere il ciuffo ribelle, le basette incolte e una ricrescita che scandisce il tempo che, inesorabilmente, sta passando tra le mura domestiche, è davvero irritante. Qualcuno ha pensato anche a loro, a questi uomini in quarantena che rischiano di diventare poco piacevoli e trascurati.

Uala (www.uala.it), sito e applicazione leader nel Sud Europa dedicato al mondo beauty e wellness, ha chiesto a Daniel Maltoni, titolare e creative director di Blow Hair Salon, cinque suggerimenti per gli uomini che desiderano superare la quarantena con stile.

 

BASETTE – Agire con cautela

Con le basette asciutte, il consiglio è quello di inforcare la macchinetta e farsi coraggio, ma iniziando da una misura larga del pettine distanziatore. Non importa se ci metteremo di più, per evitare i danni è meglio partire da una misura più ampia e poi eventualmente assottigliare. Attenzione anche a non oltrepassare la linea delle basette. Una volta ridefinite, allora è possibile detergerle e utilizzare un balsamo barba per una coccola in più.

BARBA – Incolta è bella

Il barbiere di fiducia è chiuso e la barba inesorabilmente cresce. Niente paura, l’importante è sapere come trattarla. Sarà sufficiente aiutarsi con un phon e un pettine a denti larghi. Una volta lavata la barba si dovrà direzionare il becco del phon parallelamente alla guancia (con il getto d’aria che esce dall’alto verso il basso) e iniziare ad asciugarla con aria medio-calda pettinando delicatamente nello stesso verso. Una volta asciutta un bell’olio la renderà morbida e lucida.

 

LO STYLING DEI CAPELLI CORTI – Vietato tagliare

Inforcare le forbici e improvvisarsi parrucchieri è lo sbaglio da evitare (e pare che anche la fantasia di audaci compagne, madri, sorelle e figlie spesso non premi). Sicuramente, dopo settimane senza barbiere, i volumi del proprio taglio saranno aumentati e la chioma risulterà ingestibile. L’alleato numero uno è sicuramente il gel, più facile da utilizzare rispetto alla cera. Possibilmente è meglio sceglierne uno che non crei l’effetto bagnato per ricreare in modo naturale lo styling dei capelli. Per un effetto ancora più naturale, dopo l’applicazione del gel si può dare un colpo di phon senza spazzola. E per il ciuffo ribelle? Semplicissimo: basterà servirsi della lacca, un prodotto di semplicissima reperibilità, per fissarlo e attendere che qualcuno più esperto dia una bella sforbiciata.

 

LO STYLING DEI CAPELLI LUNGHI – Effetto naturale

Per gli uomini che hanno capelli lunghi, invece, il miglior aiutante è l’olio di argan, che contiene i volumi (evita quindi l’effetto gonfio) e idrata i capelli, senza che quindi sembrino sfibrati e poco luminosi. La primavera in questo caso è di grande aiuto: con l’arrivo della bella stagione infatti gestire i tagli lunghi a casa è ancora più semplice perché si può optare per un effetto naturale, semplicemente tamponando i capelli per togliere l’eccesso d’acqua e lasciandoli asciugare all’aria.

 

RICRESCITA – Keep it simple

Gli uomini che ricorrono alla colorazione dei capelli si ritroveranno in questo periodo con la ricrescita da coprire. In attesa di tornare nel proprio salone il suggerimento è quello di mascherare in modo naturale piuttosto che coprire in modo troppo artificiale. Come? Ci si può aiutare con i prodotti in commercio al supermercato, scegliendo una colorazione leggermente più chiara rispetto al proprio colore e un ossidante a bassi volumi da tenere in posa per un tempo ridotto. Se, ad esempio, il proprio colore naturale è un cinque per mascherare i capelli bianchi bisognerà scegliere un sei, con un ossidante che non alteri il colore della base naturale, ma la schiarisca un po’. Un altro suggerimento importante: keep it simple! Nel dubbio, è importante scegliere basi il più possibile naturali e semplici ed evitare tutte quelle colorazioni che promettono sfumature e riflessi e che rischiano di creare effetti un po’ troppo arditi.

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ALIMENTAZIONE: NON TRASCURIAMO LA MERENDA, MOMENTO CLOU DELLA GIORNATA

LE ESIGENZE NUTRIZIONALI DEI NOSTRI FIGLI

L’epidemia Coronavirus ha cambiato la nostra quotidianità, i ritmi e anche le abitudini alimentari. Dobbiamo stare molto attenti anche alla nutrizione dei nostri bambini e dei nostri ragazzi che, a causa di questa sedentarietà forzata, potrebbero pagare un conto salato in termini di obesità; senza contare che i più grandicelli sono impegnati a seguire le lezioni scolastiche on line, hanno particolare necessità di concentrazione. 

E PER LA MERENDA? A metà pomeriggio, non si può rinunciare alla merenda, momento clou della giornata. Cosa possiamo inventarci noi genitori per rendere questo momento indimenticabilmente sano? Ho trovato sul sito www.merendineitaliane.it “Facciamo Merenda”: un vademecum pubblicato da Unione Italiana Food realizzato in collaborazione con la Dott.ssa Maria Rita Spreghini, nutrizionista e pedagogista dell’Istituto Bambino Gesù per la Salute del Bambino e dell’Adolescente, per fare cultura su questo importante momento di consumo e di ricarica. Perché, come spiega la dott.ssa Spreghini, “È utilissima per non arrivare troppo affamati al pasto successivo e per non cadere nella tentazione dei fuori pasto disordinati e poco sani. Ad esempio, preparare la merenda insieme è il modo più utile per capire le porzioni e cosa scegliere: per questo è consigliabile far sì che i bambini entrino in cucina e che siano presenti nel momento in cui si sceglie cosa mangiare. Preparare e consumare insieme una macedonia di frutta, un piccolo panino, dei biscotti, una piccola fetta di crostata o ciambellone o una merendina da forno confezionata è un modo perché il bambino apprenda con l’esempio cosa sia più giusto mangiare in quel momento della giornata”. Bastano 8 parole per raccontare la merenda ideale: Quotidiana, adeguata, moderata, saziante, varia, dolce, salata e serena.

COME SCEGLIERE QUELLA ADEGUATA

Quindi, la merenda è una buona abitudine e va fatta sempre, per due volte al giorno e deve essere adeguata al fabbisogno energetico dell’età del bambino o ragazzo. Soprattutto, non deve appesantire e non deve essere ripetuta uguale tutti i giorni, proprio per garantire l’assunzione di diversi nutrienti.

 Porte aperte, dunque, alla frutta: Kiwi, mele, mirtilli, arance, banane, mandorle, nocciole e molto altro. Dagli abbinamenti suggeriti ai genitori per la merenda dei propri figli dall’Istituto Bambino Gesù per la Salute, emerge ancora una volta che la frutta (fresca e secca) è il caposaldo della merenda e va consumata tutti i giorni. Allo stesso tempo gli abbinamenti evidenziano l’importanza di alternare tutti gli alimenti, dolci e salati, come yogurt, pane, dolci fatti in casa o confezionati, panini con formaggi, salumi e verdure, gelato e frullati, biscotti e cioccolato.  Sì al consumo moderato di dolici fatta in casa e merendine (1-2 volte a settimana) prodotte da aziende che negli anni, alla ricerca della perfetta compatibilità con le esigenze dei ragazzi, hanno saputo trovare un giusto bilanciamento tra l’apporto nutrizionale, la porzione e la giusta gratificazione dei giovani consumatori; del resto, non esiste una merenda poco o troppo nutriente, ma deve adeguarsi all’età dei bambini/ragazzi e al loro fabbisogno energetico: parliamo di circa 150 Kcal per bambini 4 - 6 anni, 200 Kcal per bambini 7 - 11 anni, 260 Kcal per ragazzi 12 - 15 anni e 285 Kcal per ragazzi 15 - 17 anni. Via libera anche ad alimenti salati, come una fetta di pane con olio e pomodoro: è importante abituare i bambini e i ragazzi a sapori diversi.

PER CAMBIARE OGNI GIORNO, BASTA SEGUIRE IL PLANNING

Tra le novità alcune proposte adatte a uno stile alimentare vegetariano come ad esempio “pizza bianca con hummus di ceci e pomodori”. Oppure l’introduzione di verdure nelle proposte di spuntini contenenti alimenti di origine animale, ad esempio nel classico panino con affettato. Mamme, consultate il sito con attenzione perché all’interno del Manifesto è a disposizione un planning settimanale con 56 abbinamenti divisi per 4 fasce d’età (4-6 anni, 7-11 anni, 12-14 anni, 15-17 anni) per far fare la merenda sempre diversa ai propri figli.

 

SALUTE: SE SIETE DIABETICI, DA OGGI UN NUMERO VERDE A VOSTRA DISPOSIZIONE

UNA QUESTIONE DI PRIORITA’

L’emergenza COVID sta mettendo a dura prova l’organizzazione del servizio sanitario, il personale, gli operatori, gli infermieri. Non ce la fanno più. Ogni giorno, ci si sveglia con la speranza di non essere stati contagiati, ma anche di stare in salute e di non avere bisogno dell’aiuto dei medici che in questo momento critico, sono impegnati su altri fronti. Il discorso cambia per i malati cronici.

PER I DIABETICI UN NUMERO VERDE ATTIVO

 Pensiamo, ad esempio, ai diabetici costretti a casa come il resto della popolazione e senza possibilità di effettuare le visite e prestazioni ambulatoriali già programmate.  Un applauso alla Società Italiana di Diabetologia (SID) e l’Associazione Medici Diabetologi (AMD) che, per non far sentire i pazienti abbandonati e in balia dei loro dubbi e delle loro paure, hanno deciso di istituire un numero verde per venire incontro alle esigenze delle persone con diabete. L’iniziativa che non ha sponsorizzazioni esterne, ma è tutta a 'risorse zero' all'interno di AMD e SID, è stata resa possibile grazie all’ampia e generosa adesione dei soci di entrambe le società di diabetologia. Il numero 800 942 425 sarà attivo a partire da oggi, tutti i giorni della settimana, domenica compresa, dalle 10:00 alle 18:00: in questa fascia oraria, un diabetologo sarà sempre disponibile ad offrire delle risposte in merito a comportamenti da tenere in questa fase di emergenza e indicazioni generali di interesse per le persone con diabete. Quindi, attenzione, perché gli esperti non forniranno delle consulenze personalizzate in merito al percorso di cura del paziente, per il quale si rimanda al proprio centro diabetologico e al proprio medico curante

LA TESTIMONIANZA DI SID E AMD.

“La finalità di questo numero verde – spiega il dottor Paolo di Bartolo, presidente dell’AMD – è quella di rispondere alle incertezze dei pazienti, di farli sentire ‘a bordo’ di questa sfida che ci vede tutti coinvolti. “In questo periodo così difficile – afferma il professor Francesco Purrello, presidente della SID – è doveroso sapere ascoltare i diabetici e far sentire loro che il sistema sanitario, pur riducendo le visite ambulatoriali non urgenti, non le ha abbandonate, ma sta combattendo una battaglia durissima da cui dipende la salute e la sopravvivenza di tutti. A volte basta davvero poco, una spiegazione in più, una parola più semplice e il paziente si sente rassicurato e meno solo”.

SOSTENIBILITA': ANCHE COL CICLO LE DONNE SONO SONO SENSIBILI ALLA SALUTE DEL PIANETA

ACQUA, QUEL BENE PREZIOSO

Sappiamo che noi donne, rispetto agli uomini, abbiamo una sensibilità in più verso all’ecosostenibilità. Partiamo, ad esempio, da quel bene prezioso che è l’acqua: quanta ne consumiamo in bagno? Cominciamo a chiudere i rubinetti quando ci laviamo i denti, oppure, anziché fare il bagno, optiamo per delle docce. E che dire dello sciacquone delle toilette? Gli studi dimostrano che la quantità di acqua che scarichiamo dallo sciacquone del water è pari al 30% di quella totale utilizzata in casa. Non diamola, dunque, per scontata.

LIMITIAMO L’UTILIZZO DELLA PLASTICA ANCHE IN BAGNO

Per non parlare della plastica. Cerchiamo di acquistare più prodotti ecologici per il nostro bagno. Sono numerosi i negozi che offrono prodotti biologici certificati. Dallo spazzolino da denti di bambù, purché sia bambù e non spacciati tali, alla carta igienica, alla cura della pelle naturale, agli asciugamani di cotone biologico prodotti localmente: basta scegliere bene e noi donne sappiamo farlo.

LA SOLUZIONE ECOLOGICA PER LE DONNE MESTRUATE

Già, ma quando abbiamo le mestruazioni, non c’è pianeta che tenga: dobbiamo superare quei fastidiosi giorni del ciclo, il più pulite possibili e senza disagi. Eppure, sappiate che la gestione delle mestruazioni può diventare ecologica. Come? Avrete di certo sentito parlare delle coppette mestruali. Sono molti gli studi scientifici stanno confermando l'aspetto eco-sostenibili delle coppette mestruali, una scelta che fidelizza il 70% di quante le hanno provate perché la più ecologica, sostenibile ed economica.

LE COPPETTE MESTRUALI, SICURE E CONSIGLIATE

Ad esempio, Intimina, la linea completa di prodotti a marchio svedese per il benessere intimo delle donne, produce coppette mestruali compatte in silicone medicale, invitando alla prova con uno sconto del 20% per i prossimi 3 mesi (intimina.com dal 10 al 12 aprile e dal 22 al 31 maggio). E non temete, perché ogni prodotto è realizzato con materiali di alta qualità sicuri per il corpo ed è stato progettato e testato con il supporto di un gruppo mondiale di consulenti medici e ginecologi. 

 “Come suggerisce il nome, le coppette mestruali sono dei piccoli contenitori a forma di campana, che si inseriscono nel canale vaginale e che servono a raccogliere - spiega Manuela FARRIS, ginecologa e Consigliere della Società italiana di Contraccezione - Si ripiegano per essere inserite e sul fondo hanno una parte allungata per essere facilmente afferrate. Raccogliere dunque e non assorbire”. Si tratta di una scelta “femminile” più ecologicamente ed economicamente valida che in altri Paesi, come ad esempio in Inghilterra dove i college possono ordinare anche le coppette mestruali, servendosi di un budget stabilito dal governo. Un’idea geniale.1) https://www.thelancet.com/journals/lanpub/article/PIIS2468-2667(19)30111-2/fulltext#seccestitle130

 

 

SALUTE: CURIAMO LE NOSTRE GAMBE, PER ESSERE BELLE DEVONO ESSERE SANE

LA SEDENTARIETA’ FORZATA NON GIOVA ALLE GAMBE

Non si sa dove trascorreremo le vacanze. L’epidemia Covid-19 ci sta spegnendo gli entusiasmi e anche la nostra progettualità. Di certo, da nuove disposizioni emanate per evitare il contagio, ma anche per limitare la diffusione di questo virus maledetto, non si deve uscire. Quindi niente corsa, niente camminata mattutina, tutti a casa a fare quello che si può. Oltretutto, con l'arrivo della stagione calda compaiono o si accentuano i problemi legati alla circolazione venosa delle gambe. Pesantezza, dolori, gonfiore, crampi notturni sono i sintomi più frequenti della malattia venosa cronica che, colpendo le donne tre volte più degli uomini, si manifestano attraverso la comparsa di varici di vario grado, inestetismi con teleangectasie diffuse, discromie e ulcere malleolari.

LE TERME DI SIRMIONE POSSONO AIUTARE A RISOLVERE IL PROBLEMA MVC: Quando usciremo da questa situazione, varrà la pena sottoporsi ad un ecodoppler per avere la giusta diagnosi del problema che grava sul benessere delle gambe e prima di avvilirci o dare le nostre gambe per spacciate, prendiamo in considerazione che le patologie vascolari trovano nella terapia termale un alleato naturale nella prevenzione, cura e riabilitazione. E a proposito di prospettive, speriamo non troppo future, pensiamo a quanto farebbe bene un soggiorno, ad esempio, alle Terme di Sirmione dove l’acqua termale sulfurea salsobromoiodica garantisce un’intensa azione antinfiammatoria e drenante.

EQUIPE MULTIDISCIPLINARE E PROGRAMMI MIRATI

Qui, i programmi di prevenzione e di cura sono elaborati da un’equipe multidisciplinare guidata dal chirurgo vascolare, affiancato da idrologo, fisiatra, fisioterapista e nutrizionista. La visita specialistica e l’ecocolordoppler precedono i trattamenti di idromassaggio e bagno termali, ginnastica e percorsi vascolari associati a pressoterapia, linfodrenaggi manuali e piani di nutrizione. L’educazione alla prevenzione parte da corretta alimentazione e da una regolare attività, ma anche dall’adizione di alcuni accorgimenti come indossare scarpe comode, evitare di rimanere fermi in piedi o seduti a lungo, fonti di calore e vestiti attillati, preferire la doccia fredda-tiepida e riposare con le gambe sollevate. Grazie a programmi ad hoc, studiati proprio per le donne come Salute in menopausa, Gravidanza e postparto, Salute della pelle, Riabilitazione della donna operata, Donna e rischio cardiovascolare, si potranno compiere percorsi di salute sostenibili, flessibili e monitorati durante l’intero arco dell’anno. Il Servizio Sanitario Nazionale riconosce, attraverso la prescrizione del proprio medico, un ciclo di cure termali all’anno per le patologie vascolari (visita, esami e bagni con idromassaggi). www.termedisirmione.com -t. 030.9904923

Chiedi al medico: blog.termedisirmione.com

 

 

 

 

SALUTE: LA FONDAZIONE ISAL CONTRO IL DOLORE

UN VERO FLAGELLO.

Fa davvero paura, ma l’importante è cercare di affrontare con i nervi saldi questa epidemia che si sta rivelando un flagello, soprattutto per le categorie più fragili. Le prime informazioni sulla diffusione dell’infezione da Covid-19, infatti, dimostrano che le persone fragili con patologie multifattoriali in atto, specie se anziani, rischiano le complicanze maggiori. Stiamo parlando di una popolazione molto anziana, spesso affetta anche da dolore cronico secondario a malattie reumatiche, muscolo-scheletriche, diabete, o per esiti di malattie neurologiche. Senza dimenticare coloro che vivono con il dramma di malattie oncologiche. Migliaia di persone accomunate dalla sofferenza che, visti i tempi che corrono, rischia di peggiorare e di aggravare la loro condizione sfavorevole perché oggi è davvero più difficile raggiungere centri specialistici e medici: occorre rispettare le giuste limitazioni di accesso agli ambulatori, sia pubblici che privati, sottoposti ad una necessaria severa regolamentazione.

LA FONDAZIONE ISAL, CONTRO LA SOFFERENZA.

Per non lasciare soli tanti malati ed aiutare il Servizio Sanitario, sollevando da ulteriori compiti assistenziali il personale medico ed infermieristico, eroicamente impegnato sul fronte Coronavirus, La Fondazione ISAL ha deciso di offrire un aiuto concreto mediante l’attivazione di una consulenza medica e psicologica gratuita, a sostegno di chi soffre di dolore cronico. Saranno medici e psicologi che, opereranno volontariamente pffrendo le loro opportune consulenze. Sarà premura ed impegno degli specialisti rassicurare tutti coloro che contattano il servizio, dando conforto e consiglio sul buon uso delle medicine. Sarà anche un’occasione per fare cultura sanitaria e indicare le scelte comportamentali più corrette, a partire dalla necessità di non assumere farmaci da internet, oppure su consiglio di amici: mai come in questo momento, è indispensabile attenersi alle prescrizioni di un medico competente per non esporsi ad un maggior rischio di contagio, soprattutto in caso di necessità di spostamenti per lavoro.

UN’INIZIATIVA PREZIOSA

“Siamo sicuri - dicono i nostri presidenti Proff. Raffaeli e D’Andrea, fautori dell’iniziativa- che la grave emergenza sanitaria dettata dal Coronavirus (COVID-19 ) passerà, rifluendo come le maree marine, grazie alla nostra resistenza e severità civica, l’importante sarà alla fine aver la consapevolezza di aver fatto quanto era giusto per non lasciare solo nessuno.”

COME ACCEDERE AL SERVIZIO

 Per accedere al servizio, le persone interessate potranno scrivere una mail a isal@fondazioneisal.it o compilare il forIm sul nostro sito www.fondazioneisal.it indicando il tipo di consulenza e un recapito telefonico. Le informazioni riguardanti il paziente non verranno per nessuna ragione utilizzate per altri scopi se non per quelli finalizzati allo svolgimento della consulenza, nel rispetto della normativa sulla privacy.

ALIMENTAZIONE: PANE E NUTELLA. UN EVERGREEN CHE SI PUO' GUSTARE ANCHE DA McDONALD'S

Le sorprese non finiscono mai, soprattutto quando si parla di piaceri del palato. Eh sì, perché ieri, proprio in occasione del Wolrd Nutella Day®, è stata siglata la partnership tra McDonald’s e Ferrero a suon di morsi di McCrunchy Bread con Nutella®. Un privilegio per Milano: al Mc di Piazza Duomo, ben 1.000 panini sono stati distribuiti in un’ora. E pure io c’ero. Del resto, come fare a resistere a tanta bontà, servita calda e fragrante? Devo ammettere che McDonald’s Italia e Ferrero Italia, hanno osato molto e, in un certo senso raccolto anche la sfida di differenziarsi ancora una volta, portando un prodotto classico per la colazione e la merenda nella ristorazione. E’ vero, una sfida vinta in partenza, se si pensa che stiamo parlando di un prodotto nato da un matrimonio perfetto tra due i marchi iconici, ma l’idea di unire un pane speciale, adatto alla tostatura alla cremosità della famosa crema alla nocciola, trovo sia geniale. Mario Federico, Amministratore Delegato di McDonald’s Italia ieri a Milano spiegava che “Il McCrunchy Bread con Nutella® dimostra quanto siamo vicini ai nostri consumatori ma anche quanto siamo innovativi: da un lato un prodotto così semplice che è impossibile non conoscerlo, dall’altro lato la rivoluzione di trovarlo fuori casa!” ha dichiarato. “Lavorare con un’azienda come Ferrero è stato per noi entusiasmante: rappresenta infatti la possibilità di offrire ai nostri consumatori, che da sempre ascoltiamo con attenzione, un nuovo prodotto iconico, perfetto per fare colazione e merenda nei nostri 600 ristoranti.” Seicento ristoranti? Si sa, il consumo fuori casa è in grande sviluppo in Italia e nel mondo, specie tra i giovani e nelle grandi metropoli dove è diventato un momento di condivisione, un momento positivo della giornata.  Per qualcuno, potrebbe sembrare strano: nell’immaginario collettivo McDonald’s è legato al salato. “Da McDonald’s si fa anche colazione e i prodotti offerti sono sempre di ottima qualità e rigorosamente Made in Italy. Inserire una golosità come McCrunchy Bread con Nutella® amplia il ventaglio di offerte golose”. Da consumare in qualsiasi momento della giornata, ovviamente. McCrunchy Bread con Nutella® sarà disponibile in tutti i McDonald’s d’Italia a partire dal 12 febbraio. Il prossimo appuntamento sarà celebrare un dolce e gustoso San Valentino: per tutto il giorno a un prezzo speciale e dalle 15:00 alle 17:00 in omaggio a chi si presenta in coppia in tutti i McDonald’s italiani*. Come innamorarsi nuovamente.

SALUTE: INFLUENZA? CURATE L'ALIMENTAZIONE. ECCO I CONSIGLI

I virologi ci avevano avvertito. Oggi anno attendiamo le loro previsioni rispetto all’influenza che verrà, ma anche tanti consigli per evitare contagi e per uscire indenni da quella che viene considerata una vera epidemia. Sappiate che il  peggio sembra ancora dover arrivare visto che si ipotizza un picco proprio per la fine di questo mese visto che i I fattori ambientali che favoriscono il diffondersi dell’influenza sono molteplici: sbalzi termici, freddo invernale e la permanenza in ambienti troppo caldi e affollati al lavoro, a scuola o nei momenti di svago al chiuso. Insomma, le possibilità di contagio sono aumentate ed è prevedibile un ulteriore incremento dei casi di influenza, che possono colpire sia l’apparato respiratorio che gastroenterico. Avete presente quei fastidiosi raffreddori, ma anche quei problemi intestinali che ci guastano le giornate? E se ci fosse la possibilità di contrastare i virus, ma anche solo di alleggerire i sintomi dell’influenza? L’Osservatorio nutrizionale Grana Padano OGP, con i suoi esperti, ha valutato le abitudini alimentari di 5500 italiani al fine di stilare i consigli per migliorare le difese immunitarie e affrontare al meglio l’influenza. Perché ancora una volta è emerso che gli italiani, soprattutto i giovani, non mangiano la giusta quantità di frutta e verdura. Eppure, soprattutto in presenza di sintomi influenzali, specie se coinvolgono il tratto gastroenterico, è fondamentale seguire una dieta specifica. Come spiega la dottoressa Michela Barichella , medico specializzato in Scienza dell’Alimentazione del Comitato Scientifico dell’Osservatorio Nutrizionale Grana Padano e responsabile UOS Nutrizione Clinica ASST G.PINI-CTO di Milano - In caso di influenza l’alimentazione è fondamentale, poiché migliora le difese immunitarie soprattutto grazie alle vitamine e agli antiossidanti contenuti in frutta e verdura e ai fermenti lattici vivi che si trovano in latte fermentato e yogurt”. Dunque, una buona alimentazione può aiutare nella difesa contro i virus influenzali, rafforzando il sistema immunitario e diminuendo i sintomi gastrointestinali causati dall’influenza. Fondamentali sono anche i minerali. Soprattutto nei giovani si evidenziano  valori più bassi di ferro e zinco, quest’ultimo un importante antiossidante, elementi che si trovano soprattutto in carne, uova, latte e derivati e frutta secca. Ah questi giovani! Andrebbero educati perché apprezzano poco anche lo yogurt, un alimento ricco di fermenti lattici.

I DIECI CONSIGLI DEGLI ESPERTI PER RIDURRE LA DIFFUSIONE DELL’INFLUENZA E I SUOI SINTOMI 

1.         Alimentarsi in modo corretto per garantire la giusta quantità di vitamine e sali minerali. Si consiglia di consumare almeno 3 porzioni di frutta e 2 di verdura fresca al giorno, in particolare kiwi, agrumi, frutti di bosco, peperoni, pomodori (meglio se crudi), broccoli, cavolo e verza.

2.         Utilizzare aglio e cipolla nella preparazione dei cibi. Questi alimenti, infatti, oltre ad essere ricchi di vitamine e sali minerali, hanno proprietà antisettiche, fluidificano ed aiutano a eliminare il catarro.

3.         Condire le pietanze con il limone al posto (o in aggiunta) dell’aceto oppure pasteggiare con una spremuta di agrumi. Questi frutti, grazie al contenuto di vitamina C, facilitano l'assorbimento del ferro presente in altri alimenti che, a sua volta, potenzia le difese naturali contro raffreddore, mal di gola e tosse.

4.         Ricordare che le spezie svolgono un'azione vasodilatatrice che favorisce la sudorazione e la conseguente stabilizzazione della temperatura corporea. In particolare, curry, paprica e peperoncino sono fonti naturali di un importante principio attivo antinfiammatorio: l’acido acetilsalicilico.

5.         Anche il brodo e altre bevande, se sufficientemente caldi, creano vasodilatazione e quindi apportano beneficio alle vie aeree superiori irritate, creando un effetto fluidificante su muco e catarro.

6.         Non dimenticare l'importanza di integrare i liquidi. Occorre bere acqua e bevande salutari come l’infuso di rosa canina, che contiene vitamine, zinco, flavonoidi e tannini, oppure tisane tiepide dolcificate con miele.

7.         Aprire le finestre più volte al giorno per almeno 15 minuti per favorire un buon ricambio di aria, ricordando che il ristagno e l’umidità favoriscono la proliferazione batterica. L’umidità dovrebbe assestarsi intorno al 50-60% perché un microclima troppo secco favorisce l'ingresso di germi e batteri nelle vie aeree, mentre troppo umido ne aumenta la proliferazione.

8.         Mantenere un’ottima igiene del corpo, lavandosi spesso le mani. Scegliere con cura l'abbigliamento, vestendosi a strati ed evitando capi troppo pesanti poiché provocano abbondante sudorazione. Via libera alla lana sulla pelle, che offre un ottimo isolamento termico.

9.         Fare attenzione agli sbalzi di temperatura. La differenza tra la temperatura interna ed esterna non dovrebbe mai superare i 10-15 gradi.

10.     Evitare i luoghi troppo affollati, dove si moltiplicano le occasioni di contagio.

 

 


 

SALUTE: "NEVER STOP". QUANDO SI PARLA DI MEDICINA NARRATIVA

Non si finisce mai di dirlo: la prevenzione è l’alleata più efficace contro il cancro.  Per rafforzare questo messaggio importante, all’interno della campagna mondiale “Never Stop”, Fujifilm, azienda leader nel settore Medical System, porta in Italia una serie di attività dedicate alle donne per promuovere controlli periodici e sottolineare l'importanza del racconto nell'esperienza di malattia. Non c’è come parlare e condividere per fare cultura. Proprio in occasione dell’evento inaugurale organizzato per sabato 25 nella Breast Unit ASST dell’Ospedale di Voghera, la scrittrice Ester Viola, basandosi sui principi della medicina narrativa come approccio di cura, presenterà “Due sorelle” un audiolibro a disposizione dei pazienti e del personale delle Breast Unit d’Italia che, attraverso la calda voce dell’attrice Mariella Valentini, parla alle donne di cancro al seno e di un percorso che oggi, con gli strumenti tecnologici e la consapevolezza, si può vincere. Un messaggio di speranza? “Ho voluto raccontare il dramma del cancro scegliendo come protagonisti i sentimenti - afferma Ester Viola -. L’ansia e la paura - due tra i peggiori. Dal lato opposto invece il coraggio, la speranza. Ci sono la lucidità e la mancanza di lucidità che si intrecciano nelle due protagoniste, due sorelle così diverse caratterialmente: Elena, quella apprensiva, e poi Emilia, così calma. Le parti sono invertite perché chi si ammala è lei, Emilia. Dalla prima diagnosi all'anestesia, restano unite, a proteggersi, anche se in modi diversi. Fanno da sfondo i medici, gli esami, i referti, a sottolineare l’importanza della medicina e della prevenzione, che dovrebbe essere - anzi deve diventare - un imperativo. Non deve essere solo una scelta di alcune, la prevenzione. Deve venire prima di tutto”. “Due sorelle” è anche una cronologia dei fatti, un’evoluzione di cui noi donne di oggi siamo partecipi. Certo che, sapere che oggi, grazie a tecnologie di precisione, si può” vedere l’infinitamente piccolo”, ha cambiato la vita e la prospettiva. Rincuora di certo sapere che, attraverso la mammografia digitale si può effettuare uno screening preciso. Un applauso a Fujifilm che, dopo oltre ottant’anni di esperienza nel settore medicale,  ha deciso di sviluppare una campagna di informazione sul tumore al seno durante tutto l’anno, ponendo al centro le donne e la loro salute.

Il podcast è scaricabile dalla piattaforma Storytel (www.storytel.com/it/it) e sul sito della divisione Medical Systems di Fujifilm (www.fujifilm.it/Ester_Viola_Due_Sorelle_completo.mp3).

All’evento di domani saranno il General Manager Italia di Fujifilm Davide Campari, il professor Riccardo Giovanazzi e l’artista Maurizio Galimberti a tagliare il nastro della sua mostra fotografica La Carezza che girerà le sale d’attesa dei centri senologi e delle altre Breast Unit aderenti al progetto.

E sappiate che, quando si tratta di carcinoma mammario, la diagnosi precoce salva la vita.  

 

CONCORSO: CON KANZI®, IL BENESSERE NON PASSA SOLO ATTRAVERSO IL PALATO.

Non c’è come iniziare il nuovo anno sfidando la fortuna in modo divertente e, soprattutto, gustoso. Pensate che acquistando le mele Kanzi® , entro il 30 aprile, si potrà partecipare al concorso che prevede, come premio, un abbonamento annuale al servizio di streaming musicale Deezer. Si mangia bene e si balla! Del resto, stiamo parlando della mela perfetta per le persone dinamiche, moderne e alla ricerca di nuovi stimoli. Non a caso, proprio Kanzi®, nei mesi di ottobre e novembre, è stata partner della maratona DeeJay Ten 2019 a Milano e Roma, due eventi che hanno unito energia e musica, nei quali la mela è stata molto apprezzata dal pubblico e dai partecipanti. Perché, dunque, non approfittare di questa nuova opportunità? Oltretutto, partecipare è semplice: basta acquistare le mele Kanzi® , famose per la loro croccantezza e il loro gusto inconfondibile, registrarsi sul sito https://www.kanziapple.com/win/ e caricare una foto dello scontrino relativo alla spesa nella quale è stato effettuato l’acquisto di Kanzi®. Al termine dell’iniziativa, verranno estratti 25 fortunati vincitori dell’abbonamento annuale a Deezer. Ogni scontrino caricato vale come una partecipazione, per cui più mele Kanzi® si acquistano più aumentano le possibilità di vincere! E non temete, perché i vincitori dei 25 premi in palio saranno contattati via email nelle prime due settimane di maggio.  In bocca al lupo!

 

 

 

SALUTE: BANDITE L'ACIDITA' DAL VOSTRO ORGANISMO, SCEGLIETE I CIBI GIUSTI

Avete già iniziato a disintossicarvi dagli eccessi delle festività. Perché diciamocela tutta, anche chi, come me, ha iniziato il mese di dicembre con ottimi propositi, ha sgarrato. Eccome se ha sgarrato. Dunque, il problema è che abbiamo ingerito una quantità di cibi che ci ha portato ad accumulare adipe e tossine, alterando il ph del nostro organismo e rendendolo più acido. Occorre depurarsi, non c’è dubbio e il segreto è puntare ad alimenti genuini e alcalini. Ma quali sono? Emanuela Caorsi, la prima nutrizionista olistica, per smaltire le tossine accumulate durante le feste e neutralizzare l’acidosi metabolica che ne consegue consiglia l’adozione di un programma detox a base di succhi pressati a freddo e zuppe naturali. Via libera, dunque a vellutate super green, l’elisir detox, a base di spinaci, finocchi, cavolo riccio, tarassaco. Durante per questo periodo Detox, evitate per glutine, latticini, lieviti e zucchero. Essendo allergeni, ovvero alimenti ai quali siamo intolleranti pur senza saperlo, evitiamo in questo modo lo sviluppo di una “infiammazione di basso grado”. Quindi, alimentazione gluten free e di certo non raffinati: semaforo rosso per i cracker, i cereali per la colazione e per le barrette. Da eliminare anche i lieviti e gli zuccheri di ogni tipo, il caffè e il cacao, e ogni altro alimento eccitante. Alternative valide? Thè verde e Thè Matcha.

Facciamo attenzione alla frutta, prediligendo quella poco zuccherina come il limone, il pompelmo, la mela, la  pera, l’ avocado, che andrebbe inserita nella dieta con parsimonia, rigorosamente alla mattina a digiuno. Via libera, inoltre, ai semi e alle proteine animali di buona qualità, ma sempre con un occhio alle quantità.

Via libera alle verdure di stagione, meglio se crude a pranzo e cotte a cena, prevalentemente verdi (spinaci, bietole, cavolo nero, broccoli, cavolini di Bruxelles, ecc); ai cereali integrali senza glutine come il riso integrale, grano saraceno, miglio, sorgo e quinoa,ai legumi come lenticchie, ceci e fagioli,  alla frutta a guscio e ai semi. Un’idea gustosa? Fate colazione con un porridge o uno yogurt di cocco con della granola fatta in casa: saranno perfetti per limitare il consumo di zucchero e favorire il senso di sazietà fino a pranzo.Di certo, l’effetto detox è assicurato e la digestione ringrazierà se riusciste a bere almeno un litro e mezzo di acqua pura. Iniziate sempre la tua giornata con una bella tazza di acqua calda, non del rubinetto e senza limone.

Speravate di averla fatta pranza, invece, tutti sappiamo che occorre praticare attività fisica, fondamentale per riattivare il metabolismo e favorire un maggior dispendio calorico. Anche lo Yoga è un valido alleato, iniziate a praticarlo e vi accorgerete che vi aiuterà a tonificare il corpo e renderlo più elastico e asciutto senza stressarlo con estenuanti allenamenti.

 “I chili in più che si leggono sulla bilancia sono per lo più dovuti alla ritenzione idrica. Per eliminare questi liquidi è sufficiente abbassare l’indice glicemico con un’alimentazione pulita e prevalentemente vegetale che ci regalerà una linea più asciutta e maggiore energia in una sola settimana”, spiega Emanuela Caorsi (www.emanuelacaorsi.com).

Dal 13 al 18 gennaio 2020 i consigli e le ricette della nutrizionista saranno disponibili online nel suo eBook #HOLISTICRESET2020 sui suoi profili Instagram (@emanuela_caorsi https://www.instagram.com/emanuela_caorsi/) e Facebook (www.facebook.com/emanuelacaorsiHN) .

Vellutata di broccoli e avocado (per due persone)

1 broccolo

1 porro

½ avocado grande o 1 piccolo

Scorza di un limone

Sale q.b

Pepe q.b. (facoltativo)

 

Preparazione:

• dividete il broccolo in cimette e tagliate il porro a fette di 1 cm e mettetele in una casseruola con un bicchiere d’acqua e ½ cucchiaino di sale grosso. Coprite con un coperchio, portate a bollore e fate sobbollire fino a quando il broccolo non sarà morbido (circa 4 minuti).

• frullate le verdure in un frullatore o con il frullatore ad immersione.

• aggiungete l’avocado e la scorza di limone e frullate nuovamente. Se necessario, allungate il composto con dell’acqua e frullate nuovamente.

• regolate di sale e pepe. Servite subito.

 

 

 

 

ALIMENTAZIONE: PER PERDERE PESO NON RINUNCIATE ALLA COLAZIONE

Rieccoci con i lacrimoni da coccodrillo. E ogni anno è la stessa storia. Di solito, sbagliando si impara, ma quando si parla di cibo, evidentemente le lezioni non sono mai sufficienti. Ebbene sì, repetita iuvant, dopo le abbuffate natalizie, serve sempre rinfrescare la memoria. Ci consola, forse, sapere che siamo in buona compagnia visto che, secondo quanto riporta una ricerca pubblicata dal New England Journal of Medicine, che viene anche incontro al parere di numerosi esperti, le “abbuffate” di Natale farebbero lievitare le bilance di circa 3 chili. Da cosa partiamo, dunque, per riportarci in equilibrio? Dalla colazione? E sia. Cosa assumere, dunque? E’ il Gastroenterologo e Nutrizionista Luca Piretta, docente presso l’Università Campus Biomedico di Roma che afferma che a seguito dell’aumento di peso dopo gli eccessi natalizi, “dobbiamo tenere presente che fare una colazione che sia buona e, allo stesso tempo, sana è fondamentale: si dovrebbero quindi assumere latte e yogurt per il calcio, vitamina D e proteine; cereali con fibre o fette biscottate integrali, per un apporto di carboidrati, fibre, vitamine e minerali ed un frutto o una spremuta per le vitamine ed i polifenoli contenuti. Proteine, sali minerali e fitosteroli provengono invece, per chi le preferisce, dalle bevande vegetali, di cui consiglio quelle di soia”. Va bene, ma per rimettersi in forma? Toglietevi dalla testa i dolci, “per almeno quindici giorni e limitare gli alcolici, consiglio soprattutto di fare una regolare e adeguata attività fisica”. Dallo studio condotto da Isola Bio Lab, l’osservatorio che analizza i trend legati al mondo della colazione, realizzato attraverso un monitoraggio su oltre 200 fonti tra testate, magazine, portali, blog e community lifestyle internazionali ed un panel di 50 esperti, è stata stilata una lista di consigli su come rimettersi in forma, dopo le feste, partendo proprio dal fare una buona e sana colazione.

 

I 10 CONSIGLI DEGLI ESPERTI PER FARE UNA COLAZIONE “LIGHT”

 

Focus sulla “leggerezza”. Assumere alimenti “light”, ma che siano anche ricchi di gusto: da una bevanda vegetale (soia, mandorla, avena…) ad una coppetta di frutta fresca, passando per dei cereali integrali e centrifugati di verdura;

Ruotare il tipo di colazione. Ascoltare il corpo e le proprie esigenze: se si vuole avere un effetto depurativo, per esempio, potrebbe essere utile preparare un piatto di frutta e verdura di stagione;

La parola chiave è “Breakslow”. Ricordarsi di rilassarsi e prendersi il giusto tempo, godendosi appieno il rituale del pasto più importante della giornata, condividendolo con la famiglia o con le persone a cui si vuole più bene;

Meglio a casa che fuori. Rinunciare, almeno quando si è in vacanza, al classico “cornetto e caffè” al bar: fra le mura domestiche, infatti, ci sono più possibilità di scelta;

Farla sempre. Saltare la colazione provocherebbe ulteriore appetito e, conseguentemente, l’individuo sarebbe portato a mangiare ancora di più a pranzo e a cena;

Dolce, ma anche salato. C’è chi adora consumare una colazione “dolce” e chi, invece, predilige quella “salata”. In quest’ultimo caso sono consigliati alimenti come prosciutto, ricotta, bresaola e uova;

Bio è ancora meglio. Mangiare biologico, infatti, è sinonimo di prodotti sicuri a “etichetta pulita”, senza l’aggiunta di ingredienti artificiali;

Non aspettare, farla subito. Se ci si dovesse svegliare con poco appetito, sarebbe consigliato aspettare al massimo un’ora per poter mangiare qualcosa;

Il “riciclo” è cosa buona e giusta. A colazione possono essere mangiati, se avanzati, una fetta di panettone o pandoro, che possono essere abbinati ad un bicchiere di latte vegetale;

Non dimenticare di fare anche attività fisica. Una camminata in centro, una sciata tra le vette innevate, ma anche una nuotata in piscina sono l’ideale per tornare in forma dopo un periodo di grandi abbuffate;

CUCINA: COME VALORIZZARE E RISPETTARE LE VERDURE? I BIOCHEF DI LUMEN INSEGNANO

Sembra un mantra: “Mangia le verdure che fanno bene”. Da bambina le odiavo, ora che sono mamma le adoro e cerco di proporle ai mie ragazzi. Già, ma il problema è come si propongono, come si cuociono, come si condiscono. Perché il segreto è sapere cucinare le verdure e renderle protagoniste dei piatti. Cotte come contorno, ingredienti di piatti unici con legumi e cerali, come antipasti caldi o come sughi per accompagnare un primo piatto: quali sono i modi migliori per cuocere queste verdure? Ma soprattutto, qual è la cottura intelligente che, oltre ad esaltare i sapori con la giusta combinazione di ingredienti e con i tempi e le temperature giuste, mantiene integro il loro potere nutritivo? I Biochef di Lumen mi hanno illuminato e chiarito alcuni aspetti di un mondo poco conosciuto. Ecco i segreti per valorizzarle, rispettandole.

Verdure lesse: un metodo veloce e semplice, ma poiché nell’acqua le verdure rilasciano gran parte delle loro sostanze, conviene riutilizzare l’acqua di cottura, da utilizzare come brodo, per una minestra o per cuocere cereali o legumi. Anche bere l’acqua delle verdure cotte può essere un toccasana da inserire nelle proprie abitudine salutari.

Verdure al vapore: occorre fare attenzione a non eccedere con i tempi di cottura, per poter gustare verdure cotte, ma con il loro sapore originario, una buona croccantezza, un colore vivace e anche i loro nutrienti.

Scottate in pentola: saltate in padella, stufate in pentola o fritte, le verdure cotte in pentola sono senza dubbio più saporite. Basta un filo d’olio e una fiamma vivace. Meglio. Meglio ancora se con un Wok, la tipica pentola orientale, e condite con gomasio o salsa di soia, proprio per evitare il sale.

Verdure stufate: basta una piccola quantità di acqua, un po’ di condimento, pentola coperta e fiamma bassa, ed ecco che le verdure si “stuferanno”, cominceranno da subito a rilasciare acqua e, grazie alla copertura, il vapore acqueo prodotto resterà all’interno e contribuirà a mantenerle umide. Il risultato finale saranno delle verdure succose e con un bel colore.

Verdure al forno: Con la giusta temperatura e con attenzione all’equilibrio dei condimenti si possono ottenere dei sapori davvero unici. E’ importante ricordare che la cottura al forno asciuga le verdure, togliendo loro gran parte della loro parte liquida, a meno che abbiate un forno che cuoce a vapore. In caso contrario aiutatevi mettendo sul fondo del forno una piccola teglia con dell’acqua. Per cuocere batata e zucca si può tenere una temperatura più alta (200°) mentre per verza, cipolla, radicchio e verdure “sfogliate” meglio una temperatura più bassa (170°). 

In generale, per mantenere il più possibile le proprietà delle verdure nella cottura è fondamentale e scegliere verdura fresca e di stagione, possibilmente coltivata localmente. Un sito dove poter trovare informazioni su come trovare i contadini che vendono a filiera corta è ConsideroValore per una pesa contadina e biologica a km zero. Scegliere verdure biologiche, o comunque di cui si conosce l’origine e la filiera, consente di conciliare il gusto con il rispetto della terra, di chi la coltiva, ma anche di noi stessi che la consumiamo. Perché mangiare verdure coltivate con metodi naturali e senza sostanze chimiche ci consente di consumarle con la buccia dove si concentra la maggior parte delle sostanze nutritive preziosissime di verdure come la zucca, la carota, la batata!

SALUTE: COME PREPARARE IL NOSTRO ORGANISMO ALLE FESTE E USCIRNE INDENNI


Dite la verità, anche se forse non avete ancora iniziato a cedere alle tentazioni gastronomiche e dolciarie, state già pensando a come rimediare agli inevitabili eccessi anche per non arrivare al veglione di Capodanno con l’abito troppo aderente e a curve. Senza punizioni, né patimenti della fame, vale la pena seguire i tre, solo tre consigli che Federica De Santi, Dottoressa e Naturopata, vorrebbe trasmettervi per aiutarvi ad uscire indenni dalle feste. Anzitutto, partiamo dalla depurazione: Marco De Gregorio, fondatore di Salugea, l’azienda di San Marino che produce integratori, grazie alla consulenza della De Santi, ha individuato alleati naturali preziosi come le Foglie d’olivo, ricche di Oleuropeina, ma anche la Fumaria e il Fillanto per depurare e rigenerare il fegato. “La prima azione da mettere in campo riguarda la depurazione - spiega Federica De Santi - Vale la pena giocare d’anticipo rispetto alle feste natalizie: così facendo il nostro organismo sarà già “pulito” per i carichi pesanti dati da panettoni &Co. E il nostro fegato, un vero e proprio laboratorio di smaltimento naturale che, a causa di stress, fumo, vita sedentaria e alimentazione sregolata (tipica delle feste) può iniziare ad arrancare, si potrà depurare.“Nel periodo natalizio gli antiossidanti devono diventare uno dei tuoi alleati principali! - continua Marco de Gregorio -. Perché durante le feste, l’eccesso di cibo, provocherà un aumento dei radicali liberi che inizieranno a circolare nel nostro corpo. Le conseguenze? Molto stress e invecchiamento cellulare, quindi stanchezza, pelle dall’aspetto spento, capelli e unghie fragili e, in generale, un aspetto non proprio giovanile e di pieno benessere. Meno male che la natura ci fornisce di quello che ci necessita e, a questo punto, sarà la volta del Maqui,  un frutto originario della Patagonia che somiglia a una piccola bacca di mirtillo. Da qualche anno i riflettori dell’antiaging sono puntati su di lui perché dagli studi si è dimostrato uno dei frutti più antiossidanti al mondo. Molto più potente dei, pur sempre ottimi, melograno o goji. E attenzione, perché il modo migliore per assumere il Maqui è in forma liquida, cioè in succo. Purché si tratti di un succo di Prima Qualità, senza coloranti, conservanti e contenuto in flaconi di vetro scuro di grado farmaceutico. Solo così il Maqui riesce a mantenere intatte le sue proprietà. E che dire dei  tanto odiati grassi? Durante le feste, non si sta di certo a guardare l’etichetta degli alimenti: “Tenere sotto controllo il livello di grassi nel sangue è fondamentale per il proprio benessere e per prevenire infarti, ictus e problemi cardiocircolatori in generale. Per normalizzare il livello di grassi nel sangue e gestire al meglio gli accumuli dei tanti nuovi “inquilini” che verranno con gli stravizi natalizi è importante far scorta già da adesso di Omega 3, potentissimi antinfiammatori e perfetti per la gestione dei lipidi, ossia i grassi nel sangue. Tra i tanti omega 3 che puoi trovare in commercio ti consiglio senza alcun dubbio gli Omega 3 provenienti dal Krill, un piccolo crostaceo dei mari dell’Antartico”.


ALIMENTAZIONE: IL PERCORSO DEL GUSTO E DEI COLORI

 Acqua Santa, Acqua Santissima! E sia chiaro, non è solo il nome dei due tipi tra i 4 tipi di acque termali che sgorgano a Chianciano, ma è proprio un’invocazione rivolta a questo elemento importante per la nostra bellezza, per la nostra salute e anche per la nostra dieta. E non è un caso che il Prof. Nicola Sorrentino specialista in Scienza dell’alimentazione e Dietetica, in Idrologia, Climatologia e Talassoterapia, sia stato nominato direttore Scientifico delle Terme Sensoriali proprio di Chianciano. Del resto, da sempre, il Professore promuove l’acqua come fonte di benessere: nel suo ultimo libro “La dieta dell’acqua” l’autore, oltre a raccontare di quanto l’acqua sia importante nella nostra alimentazione e di quali benefici possa apportare, propone un programma alimentare con tante ricette facili da eseguire di piatti semplici anche da mangiare, abbinando, perché no, ad ogni piatto l’acqua giusta, perché attenzione, le acque non sono tutte uguali. Ma veniamo a noi. Già entrando nella zona food delle Terme Sensoriali, si capisce che nulla è lasciato al caso. Il percorso del gusto ispirato proprio alle linee guida del Direttore Sorrentino è un trionfo di sapori, di bontà e di colori: del resto, l’influenza dei colori nella nostra quotidianità è notoria. Ma il Prof Sorrentino ha voluto che dietro ad ogni piatto presentato, ci fosse la possibilità di acquisire una consapevolezza che andasse oltre al gusto. Già, perché, optando per il menu con alimenti bianchi, ci si garantisce un apporto di polifenoli, di flavonoidi e di composti solforati, utili nella prevenzione delle malattie cardiovascolari. Ad esempio? Finocchi gratinati al formaggio fresco o la vellutata di cavolfiori, patate e porri. Preferite il viola? Sappiate che gli alimenti di questo colore, oltre ad appagare la vostra vista e il vostro gusto estetico sono ricchi di antocianine, sostanze capaci di contrastare l’invecchiamento e, aumentando la produzione di vitamina C diminuiscono la fragilità e la permeabilità capillare. Inoltre, il viola, secondo gli esperti di cromoterapia, può essere utile contro gli attacchi di fame! E allora via col cavolo scuro alla julienne con pecorino stagionato, rigorosamente toscano, ma anche col farro al radicchio o alla padellata di melanzane con basilico e pinoli. Ce n’è per tutti i gusti in questo posticino molto intimo e accogliente, dove il personale, oltre a soddisfare ogni richiesta, coccola gli ospiti fino a farli sentire, a tutti gli effetti, nel luogo ideale dove stare bene. Io che amo il giallo/arancio, colore della saggezza e della razionalità, ho fatto il pieno di betacarotene, un antiossidante portentoso con la capacità di aumentare le difese immunitarie assaggiando l’ottima vellutata di zucca, ma anche la zuppa di carote e ceci. Di quest’ultimo piatto ho rubato anche la ricetta perché non tarderò a prepararmene un piatto anche a casa. E’ arrivato il momento del Green, del verde: secondo gli esperti di cromoterapia gli alimenti verdi favoriscono le funzioni dell’organismo e, grazie all’elevato contenuto di clorofilla, disintossicano e tonificano. Ho assaggiato il crostino con crema di erbette e noci e, per finire, una zuppa clorofilliana. Mica potevo perdermi tanta bontà.

Certo che chi vive a Chianciano è davvero fortunato. Poter mangiare e bere in modo così salubre garantisce una qualità di vita che altri si possono solo sognare. O concedersi per qualche periodo di vacanza all’insegna del benessere.

CUCINA: RICETTE SALVALINEA DI EMANUELA CAORSI

Insalata di arance, finocchi e pistacchi Per 6-8 persone:

 Ingredienti

3 finocchi (con la barbetta verde)

3 arance

2 cucchiai di olio EVO

1 bel pizzico di sale integrale

3 cucchiai di pistacchi al naturale

Chicchi di melograno per decorare 

Procedimento

Tenete da parte qualche ciuffetto verde della barba del finocchio.

Lavate i finocchi, divideteli a metà nel senso della lunghezza e tagliateli a fettine sottili con una mandolina o con il coltello. Teneteli da parte.

Pelate a vivo due arance e tenete i segmenti di arancia.

In una ciotola, unite il succo della terza arancia, l’olio Evo e il sale. Emulsionate tutto con una frusta o una forchetta.

In una ciotola capiente mettete i finocchi e i segmenti di arancia, aggiungete il condimento a base di succo di arancia e olio Evo. Mescolate bene con le mani o con un cucchiaio.

Lasciate marinare per almeno un’ora in frigorifero.

Togliete l’insalata dal frigo 30 minuti prima di servirla.

Tritate grossolanamente i pistacchi e aggiungieteli insieme al melograno e ai ciuffetti verdi di finocchio all’insalata un attimo prima di servirla.

 

Broccoli al forno con feta, noci e melograno

 Per 6-8 persone:

Ingredienti

2 broccoli grandi o 3 piccoli

100 gr di feta di capra e pecora bio

2 cucchiai di olio EVO

Sale integrale q.b.

60 gr di noci sgusciate

Chicchi di melograno per decorare

 

Procedimento

Preriscaldate il forno a 180 gradi (statico).

Lavate e dividete in cimette i broccoli.

Tagliatele in due se troppo grandi.

Disponetele in una pirolifa di ceramica da portata.

Conditele con olio EVO e sale e mescolate con le mani o con un cucchiaio.

Infornate per 15 minuti.

Togliete dal forno, aggiungiete la feta sbriciolata e le noci spezzate grossolanamente con le mani.

Infornate per altri 10 minuti.

Decorate con i chicchi di melograno e servi subito.

 

Christmas Tips:

fate cuocere i broccoli per 15 minuti qualche ora prima del pranzo o della cena e metteteli in forno con gli ultimi ingredienti solo quando gli ospiti saranno arrivati.

Buon appetito!

 

ALIMENTAZIONE:  COME SOPRAVVIVERE A PRANZI E CENONI CON GOLOSA SAGGEZZA


Sembra che a Natale si debba mangiare a basta. Nonostante le buone intenzioni inziali, è difficile resistere alle lusinghe dei piatti succulenti natalizi a alle dolci e degne chiusure degli appuntamenti gastronomici. Basterebbe stare attenti e seguire alcuni accorgimenti strategici che eviteranno di farvi angosciare dal senso di pentimento. In effetti, lasciamo i fioretti al periodo pasquale e godiamoci le feste concedendoci qualche trasgressione, purché sana. Come? Ho conosciuto Emanuela Caorsi, la prima nutrizionista olistica d’Italia che mi ha offerto alcuni consigli importanti, tra i quali quello di valutare la qualità e la provenienza del cibo che si mangia: il conteggio delle calorie è ormai anacronistico. Anche perché ogni persona è unica, con una sua storia medica, ma soprattutto con un vissuto e un bagaglio di emozioni che non possono essere trascurati. Ci sono, tuttavia, delle linee guida importanti da seguire. Anzitutto, per favorire il senso di sazietà e depurare l’organismo, provate ad assumere un bel piatto di verdure ricche di fibra; non parlo di quelle tristi e mosce, bensì di quelle croccanti, sfiziose e colorate. E vai che si parte: mille antipasti, chi più ne ha più ne metta e più ne mangi. Ma voi, che siete persone virtuose, sceglietene solo un paio: così riuscirete a differenziare gli alimenti nel medesimo pasto e a non appesantire la digestione: il segreto è proprio quello di assaggiare un po’ di tutto senza esagerare. E non solo per l’antipasto, ma anche per il resto delle portate. Siete arrivati alla frutta. Sapevate che la frutta a guscio contiene delle sostanze che inibiscono il funzionamento dei nostri enzimi digestivi? Noci, nocciole, pistacchi e affini: per non rischiare di rallentare la nostra digestione, basta mettere la frutta in ammollo almeno per dodici ore, per poi essiccarla; una pratica che serve per eliminare i suoi “anti-nutrienti”. Se amate la frutta fresca, invece, sappiate che a fine pasto andrebbe evitata perché fa fermentare gli alimenti appena ingeriti. Molto meglio, a questo punto, la frutta disidratata, ma senza esagerare, perché è pur sempre molto zuccherina e se abbinata a panettone, pandoro e torrone rischia di far impennare l’apporto calorico. Quanti di voi, arrivano già alle prime ore di Santo Stefano con la classica acidità di stomaco, con il cerchio alla testa? Del resto, spesso le cene sono accompagnate da vino e bollicine che tendono ad acidificare il corpo e a sovraccaricare il fegato: basta assumere un basificante prima del riposo notturno, ovvero un mix di minerali facile da trovare anche in farmacia. Non avete tempo di andare in farmacia? Nulla di male, il rimedio della nonna è presto fatto: la limonata calda con una foglia di alloro può essere portentosa per stimolare la digestione. Basta cibo! Non se ne può più! In questi casi, digiunate, bevete solo acqua calda saltando il pasto successivo. Quindi se fate il cenone, saltate la colazione e pranzate il giorno dopo oppure, se fate il pranzo, saltate la cena e fate colazione il giorno dopo Poi è vero anche che non capita tutti i giorni di abbuffarsi come se non ci fosse un domani. Quindi, il consiglio, anche per un equilibrio mentale: “Godetevi il momento senza pensare troppo alle calorie o alla linea: non sarà un pasto un po’ più abbondante a mandare all’aria ciò che avete fatto fino a quel momento”, conclude la nutrizionista. Emanuela ha ricevuto il premio come Miglior Healthy Food Blog ai Cucina Blog Award de Il Corriere della Sera del 2018.

www.emanuelacaorsi.com

SALUTE: CONOSCETE THE LONGEVITY SUITE?

Qualcuno sogna ancora l’immortalità, ma per ora, accontentiamoci della longevità, visto che dall’incontro tra la Medicina tradizionale e l’Olistica, è nato un programma volto alla conquista del benessere più duraturo possibile dell’essere umano. Siete curiosi? Ora vi spiego come Massimo Gualerzi abbia dato il via ad una vera rivoluzione. Cardiologo, esperto in nutrizione, nonché direttore Sanitario delle Terme di Tabiano e di Salsomaggiore, Gualerzi ha messo le sue competenze mediche a disposizione dell’approccio olistico di Lumen, famosa associazione che si dedica alla salute e al benessere dell’uomo, ma anche dell’ambiente, promuovendo sani stili di vita per la costruzione di una società sostenibile. Ora direte voi: “Cosa c’entra l’olistica con la scienza?” Su dai, l’obiettivo è il medesimo, ossia il benessere dell’uomo. E tutti sanno che l’unione fa la forza e, in questo caso, non è di certo una questione di proverbi. Cosa c’è di meglio della prevenzione, intesa come ricetta ideale per vivere la propria vita in salute, quindi in perfetto equilibrio tra mente e corpo, per garantirsi la longevità?  “I capisaldi di uno stile di vita corretto sono noti, racconta Gualerzi. Seguire una sana alimentazione, svolgere attività fisica e, oltre a non fumare e a non bere, godere di uno stato mentale ideale che possa garantire benessere psico-fisico. E’ importante che il paziente sia valutato a 360 gradi, attraverso una visione ben più ampia rispetto a quanto fatto finora dalla medicina tradizionale. In collaborazione con Lumen, ho messo a punto il The Longevity Suite, declinando il concetto scientifico medicale della salute all’interno di un ambito più laico”. Di cosa si tratta? “Si parte da un’analisi del paziente dal punto di vista fisico e anche psicologico. Attraverso alcuni test scientifici, si misura la condizione di stress mentale, di stress ossidativo - quest’ultimo causa prima di una lenta degradazione del fisico e quindi dell’invecchiamento - ma anche la qualità del sonno, il peso del corpo, la composizione corporea. I risultati ottenuti vengono elaborati attraverso un algoritmo in grado di indicare il percorso ideale che il paziente dovrà compiere per rimettersi in sesto e in piena salute”. Terapie integrative ad hoc per disintossicare il corpo carico di sostanze di scarto che possono creare infiammazioni, per colmare lacune nutrizionali, per depurarlo, ma anche  percorsi alimentari specifici per ottenere una giusta distribuzione della massa grassa, magra e muscolare, consigliando a volte digiuni,  cryotherapy totatl body, allenamenti particolari e infine, anche cicli di trattamenti olistici, come cicli di massaggi finalizzati, ad esempio, al riequilibrio e al potenziamento energetico, ma anche per sciogliere contratture muscolari e blocchi energetici: Gualerzi e il suo staff hanno una risposta per tutto. Pensiamo che, attraverso questo sistema di screening, ci potremmo assicurare la tanto ambita “longevità”, ovvero una vita, si spera il più lunga possibile, vissuta, però, nella piena consapevolezza e in una condizione di elevata qualità dal punto di vista del benessere.

 

TEMPO LIBERO: COME PARTECIPARE ALLA GIORNATA INTERNAZIONALE DEL TANGO.

 

Ragazzi, manca poco ed è quasi tutto pronto. Non sto parlando di Capodanno, ma della grande festa argentina con milonga aperta a tutti i tangheri meneghini e non solo. Ancora una volta, domani sera, 11 dicembre, dalle ore 22,30, saranno i locali del foyer del Teatro Franco Parenti,(grazie alla lungimiranza della direttrice nonché fondatrice della sala teatrale, Andreé Ruth Shammah), ad ospitare “Por Siempre Tango” l’evento organizzato in occasione della Giornata Internazionale del Tango. Grazie al Patrocinio del Consolato della Repubblica Argentina, in collaborazione con l'Instituto Cervantes e la Fondazione PUPI (onlus di beneficienza di Paula e Javier Zanetti), la serata celebrerà il Tango Argentino riconosciuto dall’Unesco, dieci anni fa, come Patrimonio dell’Umanità. Una serata eccezionale, visto la presenza di Roberto Herrera e di molti altri ballerini italiani e anche stranieri che si ritroveranno a calcare il medesimo pavimento a tempo di tango. La serata, organizzata da Estanislao Herrera, direttore dell’Accademia a Buenos, fratello del “poeta del Tango”, metterà sotto i riflettori storia, cultura, passione e cuore. Con il prezioso contributo artistico di Dj Luciano Ruvolo e dell’Orchestra dal vivo Lo Que Vendrà, domani sera sarà possibile ballare al suono della languida e passionale musica del tango. Si dice che il Tango sia una musica che si respira, che ha forma di fianchi e profumo di donna, una musica che scalda il sangue e stordisce la gente. E in effetti, sicuramente ci si appassiona guardandolo, ci si entusiasma studiandolo, ma il momento in cui davvero entriamo nel mondo del tango è quando andiamo a ballare in milonga. E domani sera non perdete l’occasione per farvi rapire dall’energia del Tango. Perché per frequentare la milonga, non è necessario essere “tangheri”: il tango non è solo una sequenza di passi, ma un mondo intero fatto di sguardi, intenzioni, scelte, riti, attese, incontri, abbracci, musica, conversazioni, personaggi, sapori, luci e storie.  Buon divertimento.

TEMPO LIBERO: IMPRENDITORI, ALMENO PER GIOCO CON IL MONOPOLY EDIZIONE SPECIALE CASA.IT


Chi mi conosce sa perfettamente che non amo i giochi di società. L’unico che mi ha sempre appassionato è il Monopoli. Nemmeno fossi abituata ad investire nel mattone e a fare affari: ecco, almeno imparo giocando e senza rischio. Ho saputo che Casa.it, il sito e l’app. di riferimento famosa per chi cerca casa e per i professionisti del Real Estate, ha lanciato il suo Monopoly, una nuova edizione del gioco, a tiratura limitata, da collezionare. Peccato che non sia in vendita, ma si potrà avere partecipando al concorso on line su Casa.it entro il 22 febbraio 2020. Le persone avranno la possibilità di vincere il Monopoly Edizione Speciale Casa.it visitando il sito www.casa.it/monopoly, registrandosi, rispondendo correttamente a una domanda a risposta multipla a tempo su Casa.it e partecipando così all’Instant Win. I premi in palio sono 5.000. Dai basta davvero poco per assicurarsi la nuove versione del Monopoli, il gioco di contrattazione più famoso del mondo che nel 2020 festeggerà 85 anni di storia: quale occasione migliore? Già, perché si tratta di una edizione completamente personalizzata: NMa che differenza c’è tra il classico e questa edizione Real Estate? Casa.it ha cambiato il tabellone, le pedine, le case, gli alberghi, ma anche i contratti, le inquietanti, ma a volte provvidenziali carte “imprevisti” e “probabilità”, i soldi e anche tutto il packaging. Beh, non a caso, il mondo del Real Estate viene esaltato. I colori di Casa.it, rosso e bianco, sostituiscono il tradizionale verde, e il pattern con il logo Casa.it diventa il centro del tabellone. Nuove caselle entrano sul piano di gioco, le caselle app e sito Casa.it sostituiscono società elettrica e società acqua potabile, mentre le agenzie immobiliari nord, sud, ovest, est sostituiscono le stazioni. Le carte “imprevisti” e “probabilità” non solo sono personalizzate con i colori e il logo Casa.it, ma anche i loro contenuti fanno riferimento a Casa.it e a quel che ruota intorno alla ricerca della casa: dal mutuo ai costi di ristrutturazione, dai corsi di fotografia per rendere più efficaci gli annunci di vendita e affitto al miglioramento della classe energetica. Ragazzi, non ci sarà più il viola Parco della Vittoria e nemmeno Viale dei Giardini, ma potrete investire su altri immobili più o meno preziosi e avere l’occasione di diventare, almeno nel gioco, grandi proprietari di terreni, case, alberghi e agenzie immobiliari. Non resta che sedersi al tavolo da gioco, prendere i contratti, tirare i dadi, muovere le pedine e giocare per vincere, cominciando con la costruzione della prima casa (la prima di molte). E che l’Imu che la mandi buona!

SALUTE: ACQUA SANTA E SANTISSIMA. MA ANCHE FUCOLI E SILLENE. A CHIANCIANO IL BENESSERE è DI CASA

Quando si parla di Salus per Aquam. E’ vero che con l’acronimo Spa ormai vengono identificati tutti i centri benessere, indistintamente; è vero che anche l’acqua del rubinetto è molto sana ed è anche molto buona, ma forse non sarebbe male fare un distinguo e definire come Spa proprio quei centri dove è possibile curarsi grazie ad acque speciali che sgorgano da sorgenti naturali. Un bendiddio. Sarà un caso, ma ad esempio a Chianciano Terme, centro toscano storicamente noto per il suo centro termale, le acque sorgive famose per le loro proprietà curative, vengono chiamate Acqua Santa e Acqua Santissima, oltre alla Fucoli e alla Sillene, anche queste ultime due in odore di santità, visti i miracoli che possono fare. Non è una novità, infatti, che a Chianciano, soggiornino migliaia di persone per bere l’acqua termale Fucoli, proprio nel Parco omonimo: classificata come acqua bicarbonato-solfato-calcica che, assunta nel pomeriggio, dopo che la digestione è stata completata, regolarizza la motilità intestinale, esercitando un’azione antinfiammatoria sulla mucosa gastroduodenale e contribuendo a prevenire l’osteoporosi. Un toccasana.Se l’acqua Sillene, è utilizzata per la balneoterapia carbogassosa grazie al suo contenuto di anidride carbonica e nella preparazione dei fanghi termali, utilizzata nelle nuove Piscine Termali Theia dello stabilimento Sillene, vera oasi di benessere, l’Acqua Santissima che sgorga ad una temperatura di 24°, dal potere antinfiammatorio è famosa per le sue proprietà mucolitiche e sedative. A Chianciano, attraverso le terapie inalatorie, ci si può curare di rinite, tracheite e bronchiti e anche tutte quelle patologie per le quali sono controindicate le inalazioni con acque sulfuree: davvero Acqua Santissima. Ma veniamo a noi, perché sicuramente avrete sentito nominare Chianciano per “l’acqua che fa bene al fegato”. Ebbene, è proprio l’Acqua Santa, classificata come bicarbonato-solfato calcica che, oltre a stimolare il metabolismo, ha potere detossinante e favorisce l’eliminazione degli effetti delle terapie farmacologiche prolungate. Chi va a Chianciano, non può non visitare il bellissimo Parco Acqua Santa appunto, dove si può bere l’Acqua Santa non appena sgorgata dalla fonte ad una temperatura di 33⁰C. Certo, sarebbe bene riuscire a trascorrere almeno 12 giorni e assumerla ogni mattina a digiuno, visto che la cura, efficacie contro le patologie del fegato e delle vie biliari, può essere fatta anche in convenzione con il Sistema Sanitario Nazionale. E una volta a casa? Non disperate, perché potete proseguire la cura con Acqua Santa anche a domicilio, visto che è possibile trovarla in bottiglie, ma anche ordinarla richiedendo una spedizione a domicilio.

SALUTE:  SE SIETE DIPENDENTI DA NICOTINA, SMETTETELA DI FUMARE: PASSATE AL VAPING

E ancora si fuma. Nonostante gli avvertimenti dei medici e il crescere vertiginoso di malattie polmonari, sia per fumo attivo, ma anche passivo, gli italiani, specialmente le donne, condizionate anche dalla gestualità fascinosa, continuano a fumare. Come se si dessero delle arie. Peccato che quelle arie siano nocive. Per me è forse semplice parlare perché non sono dipendente dalla nicotina e promuovo la salute, sia mia sia di coloro che mi stanno accanto. Anche se, per dirla tutta, la nicotina è solo uno degli ingredienti tossici delle sigarette, perché quando se ne fuma una, il processo di combustione del tabacco, in essa contenuto, sviluppa migliaia di sostanze tossiche che passano attraverso i nostri polmoni. E quindi? A meno che voi non siate sadici, credo che sia arrivato il momento di cambiare atteggiamento: basta fumare, passate al vaping.  Si utilizza questo termine per definire l’utilizzo della sigaretta elettronica che emette vapore. Qualcuno contesta perché “non si può mica fare l’areosol con queste sostanze”. Ma le persone conoscono gli ingredienti dei liquidi delle sigarette elettroniche? Ho fatto un’indagine e sono partita da myblu, una sigarette elettronica a sistema chiuso, che utilizza pod precaricati di liquido. Ho conosciuto Enrico Ziino, Head Of Corporate Affairs – South-East Europe di Imperial Brands, azienda produttrice di myblu. “Con questo prodotto di nuova generazione, offriamo la combinazione più equilibrata per riprodurre l’esperienza della sigaretta tradizionale con concentrazioni di nicotina conformi ai limiti stabiliti dalla normativa Ue e la possibilità di ridurne gradualmente il quantitativo fino ad eliminarla definitivamente. Si tratta di un dispositivo che si rivolge esclusivamente ai fumatori adulti e non a chi non fuma”. Ragazzi, non sarà un caso che l’agenzia britannica per la Salute Public Health ha affermato che le sigarette elettroniche sono per il 95% meno dannose rispetto ad una tradizionale. Veniamo ai liquidi: cosa contengono? I liquidi per e-cig contengono Aromi tra il 5% e il 20%, Glicole propilenico e glicerina vegetale. I pod di liquido precaricati per myblu, inoltre, possono contenere un quantitativo di nicotina. Il mondo dello svapo è in continua evoluzione: Imperial Brands, da un paio di anni ha acquisito Nerudia, pionieristica start-up britannica leader nella ricerca e produzione di liquidi che, a pochi chilometri dal centro di Liverpool, forte del suo centro di Ricerca e Sviluppo oggi produce liquidi innovativi con e senza nicotina. Proprio per aiutarvi a perdere il brutto vizio del fumo.

 

ALIMENTAZIONE: PERCHE' FIDARSI DEI PRODOTTI SURGELATI

 


Qual è l’approccio degli italiani rispetto ai Surgelati? Si fidano, o preferiscono il fresco? Devo ammetterlo: anche io, tendenzialmente, acquisto i freschi. Forse, occorre ancora un po’ di informazione per sfatare notizie fuorvianti, o se vogliamo essere alla moda, fake news. Partiamo dal fatto che, secondo l’indagine Doxa-IIAS, l’Istituto Italiano Alimenti Surgelati, il 51% delle mamme, su un campione di 400, almeno 2, 3 volte alla settimana preparano ai loro figli pietanze utilizzando alimenti surgelati. Poco più della metà: poca roba direi. E pensare che anche i medici si espongono promuovendo il consumo dei surgelati soprattutto per garantire una dieta equilibrata, tutto l'anno.  Come afferma Claudio Maffeis, Professore di Pediatria all’Università di Verona.  “In una dieta, che per i bambini e ragazzi deve contenere soprattutto pesce, verdura e frutta, i prodotti surgelati rappresentano un’ottima alternativa, anche perché le mamme non sempre hanno la possibilità di acquistare prodotti freschi. Si tratta di prodotti sicuri, che conservano le caratteristiche nutrizionali originarie e contengono soprattutto nel pesce e nelle verdure nutrienti importanti per lo sviluppo come proteine nobili, acidi grassi omega-3, sali minerali e vitamine". Ma quali sono i prodotti più scelti in funzione anche della frequenza di consumo? Al primo posto le verdure al naturale e in mix (46%) seguite da primi piatti a base di pasta, contorni, vellutate (35%) e dal pesce al naturale (34%). Ebbene, per 6 mamme su 10 i prodotti surgelati sono equivalenti a quelli freschi, tanto che almeno 8 mamme su 10 li tengono sempre nel freezer proprio perché offrono la possibilità di variare la dieta con prodotti di stagione e senza rischio di spreco. “Gli alimenti surgelati - afferma Vittorio Gagliardi, Presidente IIAS - hanno proprietà nutrizionali che potremmo definire pari al fresco e in alcuni casi superiori. Prendiamo ad esempio una verdura: tra la sua raccolta e il processo di surgelazione passano poche ore, questo permette di mantenere quasi inalterate le proprietà nutrizionali. Quando invece prendiamo al supermercato la stessa verdura, il tempo intercorso tra la sua raccolta e la messa in vendita può raggiungere anche alcuni giorni di distanza e questo lasso di tempo fa perdere alcune proprietà nutrizionali.” Le mamme italiane, quindi, e mi ci metto pure io, riconoscono la qualità e le proprietà nutrizionali dei surgelati, ma un buon 11% teme che i prodotti freschi e quelli surgelati non abbiano le stesse proprietà nutrizionali o che il loro sapore sia meno buono di quello fresco (8%) anche se il principale timore (43% dei casi) è che non sia stata rispettata la catena del freddo. Per carità, con tutti i controlli che ci sono in Italia, è sicuramente nell’interesse di tutti gli operatori, (produttori, trasportatori e distributori) garantire la qualità del prodotto e rispettare la Catena del Freddo. Inoltre, occorre sapere che nei surgelati non esistono i conservanti perché, proprio per legge, non se ne possono aggiungere. Io non ci ho mai pensato, ma risulta che molte mamme abbiano il sospetto che, dietro al colore brillante delle verdure surgelate, ci siano i coloranti. E invece no: prima della surgelazione gli ortaggi vengono sottoposti ad un brevissimo trattamento termico (blanching) necessario per disattivare gli enzimi che ne potrebbero causare il deterioramento ed è così che si fissa il colore naturale, che risulta ancora più brillante.  Credo che possa bastare. Da domani, basta lavare e mondare gli spinaci freschi: quelli surgelati sono anche più integri.

ECCELLENZE: IL GRUPPO FS CORRE SUI BINARI CONTRASTANDO LA VIOLENZA SULLE DONNE

Tra uno sbaffo rosso di rossetto e l’altro, ci stiamo avvicinando al 17 dicembre, proclamata nel ‘99 dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite come la Giornata Internazionale contro la Violenza sulle donne. Ecco perché in tutto il mondo si organizzano iniziative speciali, conferenze, seminari al fine di sensibilizzare e informare tutti, nessuno escluso, rispetto al grave problema globale.

In Italia, anche i lavoratori del Gruppo FS Italiane si sono uniti aderendo all’iniziativa Scarpe Rosse. Di cosa si tratta? Occorre sapere che la scarpa rossa è diventato il simbolo delle vittime delle violenze. Ecco perché i dipendenti del Gruppo FSI hanno portato sul posto di lavoro delle calzature rosse che sono diventate soggetto poetico di fotografie. O singolarmente o in gruppo, le scarpe rosse sono le testimonial di un movimento nato per ricordare a tutti che non si può restare indifferenti a questo tema.

Oltre alle Scarpe Rosse, oggi è partito da Catania per Palermo un treno speciale organizzato dalla Regione Siciliana e intitolato Tu non sei sola,  dove 50 studenti delle due città sicule hanno improvvisato un flash mob, hanno piantato un ulivo in stazione e hanno scoperto una targa a ricordo delle vittime di violenza. A Reggio Calabria San Gregorio, le lavoratrici del Comitato pari opportunità del Gruppo FS Italiane, per sensibilizzare le persone, i viaggiatori e i cittadini, hanno incontrato le rappresentanti dell’associazione Il cuore di Medea , attiva ad accogliere donne vittime di violenza in appositi locali della stazione. Anche il Nord si è mobilitato e sia a Bolzano, sia a Genova è stata allestita una mostra fotografica sul tema. Questa mattina anche nella stazione di Ravenna è stato improvvisato un flash mob. Insomma, grande dinamismo tra i dipendenti del Gruppo Fs attorno al tema della violenza sulle donne. Gianfranco Battisti, Amministratore Delegato e Direttore Generale del Gruppo FS Italiane, ha incontrato oggi una delle autrici degli scatti in rappresentanza delle tante donne che hanno aderito con entusiasmo. “L’impegno del Gruppo FS nel contrasto contro gli atti di violenza sulle donne è costante” ha ricordato Gianfranco Battisti. “Il nostro Gruppo tutela le persone da atti di violenza e combatte qualsiasi atteggiamento o comportamento discriminatorio o lesivo della persona, delle sue convinzioni e delle sue preferenze. Crediamo fortemente nei valori dell’inclusività e diversità con l’obiettivo di valorizzare i talenti professionali e attuando best practice nei processi industriali”.  

La violenza fisica, psicologica, verbale o sessuale, è un fenomeno che tutti i dipendenti del Gruppo, ad ogni livello di responsabilità lavorativa, combattono da sempre perché ogni donna ha il diritto di vivere in totale libertà e di essere rispettata come essere umano. Non a caso, il Comitato per le Pari Opportunità del Gruppo FS Italiane collabora con le esperte dell’Associazione Nazionale Volontarie del Telefono Rosa - Onlus, nata nel 1988 a difesa di donne che subiscono violenza fisica, psicologica, economica e sessuale. Servizi di ascolto e accoglienza, consulenza legale e psicologica, sostegno alla genitorialità, sportelli antistalking sempre attivi sono solo alcune delle attività che Telefono Rosa porta avanti. FS Italiane sostiene Valore D, l’associazione di grandi imprese creata per sostenere la leadership femminile al fine di valorizzare le donne nella loro crescita professionale. Senza trascurare che il Gruppo FS Italiane si impegna costantemente nel promuovere l’inclusività e la diversità anche attraverso Women in Transport – EU Platform for Change, la piattaforma, di cui il Gruppo fa parte, nata per equilibrare il settore dei trasporti dal punto di vista di genere e favorire l'occupazione femminile, che a livello europeo raggiunge solo il 22% in questo settore.

TEMPO LIBERO:  LA TANTO ATTESA ESIBIZIONE DI ROBERTO HERRERA.

“Il Tango è l’arte di ascoltare i battiti del cuore. È un modo per sentire l’esistente, la vita, il tempo, l’amore e la morte. Il tango è infinito.” Non è di certo difficile per il maestro di Tango Argentino Roberto Herrera, nonché ballerino e coreografo, trovare delle parole più suadenti di queste per definire il Tango. Chi ama questa danza ormai di valore universale, nata dall’incontro di culture e genti diverse - e visto il numero sempre crescente di tangheri e delle milonghe non mi rivolgo di certo a rarità -  condividerà questa definizione di quello che è diventato un fenomeno culturale che, dall’America Latina ha invaso anche l’Europa. E a proposito di milonghe, questa sera il foyer del Teatro Franco Parenti, dalle 22 si trasformerà nel tipico locale da ballo argentino dove il Dj Punto y Branca accompagnerà con i suoni della languida e passionale musica del tango l’attesissima e unica esibizione milanese del 2019 del “poeta del tango” Roberto Herrera. Grazie alla collaborazione tra il Teatro Franco Parenti e l’Herrera Tango Academy, con il Patrocinio del Consolato della Repubblica Argentina, la presentazione dell’eccezionale evento, “la milonga”, porterà il Tango a diventare “una musica che respira, che ha forma di fianchi e profumo di donna”. Tra le braccia di quella che è considerata una leggenda del Tango, sarà Laura Legazcue; e sappiate che non è necessario essere “tangheri” per assistere a questa performance. Il tango non è solo una sequenza di passi, ma un mondo intero fatto di sguardi, intenzioni, scelte, riti, attese, incontri, abbracci, musica, conversazioni, personaggi, sapori, luci e storie.  E questa sera, dalle ore 22, al Teatro Franco Parenti tutto ciò sarà possibile.

 

SALUTE: MUSCOLI STANCHI? SCEGLIETE IL GIUSTO INTEGRATORE


Si dice che l’italiano medio sia pigro e che l’attività fisica non sia proprio il suo forte. Visto, però, il numero cospicuo di palestre sul territorio nazionale, soprattutto in proporzione agli abitanti, non è difficile smentire questa vox populi. Anche il successo degli integratori studiati per il recupero fisico, lascia pensare che lo sport, ma anche l’amore per se stessi e per la propria salute siano dei punti fermi della società attuale. Ecco perché Danone col lancio di HiPRO, la nuova bevanda a base di latte fermentato, ha voluto intercettare proprio il mondo degli sportivi che, celebrando la famosa sentenza latina, "Mens sano in corpore sano", richiede il meglio per il proprio organismo dopo allenamenti più o meno duri.  Qual è la novità? E soprattutto, qual è il valore aggiunto di HiPRO?. Si tratta di un drink proteico,  a  base di latte fermentato e quindi privo di lattosio; senza coloranti, né conservanti, né zuccheri 300 gr di HiPRO, contiene 25g di proteine, pronte a sostenere gli allenamenti e ad aiutare il corpo al recupero fisico. Va bene la salute, ma anche il gusto vuole la sua parte. Ecco perché Danone che conosce molto bene la sua platea di consumatori, propone HiPRO al Limone e Menta, Vaniglia Cookie e Fragola e Lampone; inoltre l’integratore può restare fuori dal frigo fino a 6 ore. Un vantaggio notevole che rende la bevanda ancora più interessante per tutti gli sportivi. Siete curiosi di assaggiarlo? Sappiate che, oltre a rappresentare la merenda ideale degli sportivi, i drink proteici Danone sono un’ottima alternativa anche per tutti gli appassionati di fitness e gli amanti della dieta bilanciata e povera di zuccheri. Ogni prodotto, infatti, contiene solo 177kcal , una percentuale ridotta di zuccheri (17%) e grassi (2% di cui saturi 4%). Io adoro il gusto Vaniglia Cookie che ho trovato al supermercato: quando finisco di correre, mi aiuta a recuperare dallo sforzo che affronto sempre con gioia, visto il premio gustoso che mi aspetta alla meta. Io sono pigra e ho trasformato HiPRO in una coccola salubre e ormai necessaria, una ragione in più per svolgere attività fisica! Per coloro che, invece, frequentano i club Virgin Active, HiPRO è a disposizione al prezzo di 2,49 euro, per tutti i soci.

SALUTE: LE DONNE CON TUMORE AL SENO RACCONTANO. LE BREAST UNIT VANNO MIGLIORATE.

Il tumore al seno è una tematica prioritaria per l’Unione Europea, ma cosa sta facendo l’Italia, nello specifico, per curare e assistere chi affronta un tumore al seno? Esiste un’intensa tra lo Stato e le diverse Regioni, che prevede che queste ultime debbano dotarsi di una rete di centri di senologia multidisciplinari più conosciute come Breast Unit: ogni centro deve avere almeno un core team di 6 professionisti dedicati: radiologo, chirurgo, patologo, oncologo, radioterapista, data manager. Si tratta di un percorso multidisciplinare, che parte dal protocollo di indagini diagnostiche per la diagnosi precoce, agli approfondimenti diagnostici, alla riabilitazione post-operatoria, fisica e psicologica, ai controlli nel lungo periodo (follow-up), compresa la gestione del rischio ereditario. Va bene, ma qual è lo stato dell’arte attuale? A che punto siamo? Secondo un’indagine condotta dall’Istituto di Ricerca SWG in occasione della campagna “Chiedo di +”, realizzata da Europa Donna Italia con il supporto incondizionato di Roche, sono proprio le pazienti a dipingere un certo scenario. Partiamo dicendo che, quasi una paziente su 3 afferma di non essere stata curata in una Breast Unit. Né riceve le informazioni necessarie per poter scegliere con consapevolezza dove rivolgersi. Allora, la domanda sorge spontanea: queste Breast Unit funzionano o no? Sono efficienti? Quali sono le criticità più evidenti? Tra i gap riscontrati, il primo riguarda i tempi di attesa in ogni fase del percorso; le pazienti riportano 2,3 mesi di attesa in media tra l’esecuzione degli esami e la diagnosi, senza dimenticare la mancanza di informazioni sugli effetti collaterali delle terapie e sulla loro gestione: la radioterapia, la chemioterapia  e l’ormonoterapia non sono passeggiate. E che dire del linfedema? Chi ha ricevuto le informazioni giuste per prevenire e curare questa problematica? E’ importante che, una donna con tumore al seno, si confronti anche con uno psiconcologo che ancora, in molti centri, non è presente. Certo, sarebbe il caso anche che all’interno del team multidisciplinare fosse garantita anche la presenza del chirurgo oncoplastico, vista l’elevata percentuale di mastectomie (43% delle donne intervistate sono state sottoposte ad intervento chirurgico). Tra le criticità, spicca anche la scarsa presa in carico delle pazienti durante il follow up. Ma come, queste donne sono abbandonate a loro stesse? E pensare che, a quanto pare, la continuità di cure non sempre è assicurata. A testimoniarlo sono almeno 4 intervistate su 10 che hanno dovuto cambiare struttura. E ancora troppo spesso le giovani pazienti non ricevono adeguate informazioni e assistenza sulla conservazione della fertilità. Infine manca la figura del nutrizionista per fornire informazioni sull’alimentazione da seguire per la prevenzione delle recidive. Rosanna D’Antona, Presidente di Europa Donna Italia, commenta: “Il nostro obiettivo con questa campagna è sensibilizzare sulla necessità di completare lo sviluppo delle Breast Unit e, come previsto dalla legge, assicurarne il monitoraggio in tutto il territorio italiano, affinché tutte le pazienti abbiano accesso a cure tempestive e percorsi terapeutici appropriati”. Riccardo Grassi, Direttore di Ricerca SWG , interviene affermando che “La ricerca rivela le opinioni e i vissuti delle pazienti  in un contesto in cui in generale il rapporto con le strutture di cura è positivo. Emerge però molto forte il bisogno di collocare il percorso terapeutico in un quadro di relazione più umana: oltre una donna su 4 afferma di aver ricevuto la diagnosi in modo ‘freddo e distaccato’, e più di una su dieci (13%) per telefono o per lettera. La scoperta del tumore al seno rappresenta un momento psicologicamente molto difficile per una donna che si trova a dovere ridefinire tutto il suo futuro e che sente il biosgno di un accompagnamento forte anche in questo campo, per progettare la vita dopo le cure, con particolare attenzione anche per i temi nutrizionali e fisiatrici”. Commenta Federico Pantellini, Medical Unit Head Onco-Hematology Roche Italia: “Siamo felici di sostenere la Campagna “Chiedo di +” ed Europa Donna Italia, e di aver dato un contributo a questo progetto fin dalla sua creazione. E’importante l’ascolto dei bisogni delle pazienti e la ricerca presentata oggi ci offre molte e importanti indicazioni. Come Roche ci facciamo carico di dare a questi bisogni risposte terapeutiche innovative, che garantiscano efficacia, riducano la possibilità di ricomparsa del tumore e offrano una speranza e qualità di vita sempre migliori”.

ALIMENTAZIONE: PARTIAMO DALLA FARINA, QUELLA VERAMENTE BIO

Sarà che ho avuto la fortuna di conoscere da vicino il meraviglioso mondo di Girolomoni, fatto di natura, di profumi e di rispetto per l’ambiente e per la salute, sarà perché mi sto rendendo conto di come sia sempre più difficile mangiare in modo sano, sta di fatto che sto rivoluzionando, anche se faticosamente, il mio modo di alimentare la mia famiglia. Sono bastati due giorni a contatto con la famiglia del fondatore della Cooperativa Agricola Girolomoni per rendermi conto di come il mercato abusi ampiamente del termine “Bio”. Fu Gino Girolomoni nel 1971, allora giovane sindaco del comune di Isola del Piano (PU), a promuovere iniziative volte a valorizzare e sostenere l’antica civiltà contadina. Un visionario, dalla lungimiranza raffinata che contribuì a rivoluzionare il modello di agricoltura della zona. Oggi, con i 300 agricoltori, cinquanta dipendenti e con 12 milioni di fatturato (anno 2018), la cooperativa Gino Girolomoni, dopo aver contribuito in modo sostanziale allo sviluppo del biologico in Italia, rappresenta, uno dei punti di riferimento più importanti del panorama del biologico del nostro Paese.  Ma biologico vero, sia di nome, sia di fatto. Lo dimostra la recente apertura del nuovo molino a Isola del Piano: il 26 agosto è infatti entrato in funzione il nuovo impianto di molitura della Cooperativa agricola Gino Girolomoni, direttamente collegato al pastificio. Un progetto ambizioso quello dei Girolomoni che  permette alla cooperativa di chiudere la filiera, diventando il primo pastificio bio italiano a controllare l’intero ciclo produttivo, dal seme al piatto. Mica bruscoline. Quando mai è accaduto? Alzi la mano chi non abbia mai acquistato un chilo di farina al supermercato senza riserve. Chissà da dove verrà, ma sarà italiana? Chi l’avrà prodotta? Magari è stata solo confezionata in Italia. Chissà quanti chilometri ha fatto. Chissà in quali campi hanno coltivato il grano. Insomma, dubbi leciti: siamo abituati alle fregature. E spesso preferiamo restare nel dubbio, anche se la nostra salute ci presenta il conto. La famiglia Girolomoni continua i suoi investimenti per la salute del consumatore:  si  tratta di un investimento da oltre 3 milioni di euro, per una potenzialità produttiva di farina di 100 tonnellate al giorno e di 20.000 tonnellate all’anno. Con questo nuovissimo molino trova pieno compimento il sogno del fondatore della Cooperativa, Gino Girolomoni. Ora, infatti, sarà possibile controllare la lavorazione del grano in ogni fase, dalla semina alla coltivazione, dalla raccolta allo stoccaggio, dalla pulitura alla macinazione, per ottenere una semola “cucita” su misura e garantire così un gusto unico alla pasta Girolomoni®.   Questo sì che è un progetto serio. Pensate, l’impianto macina il grano preservando le proprietà organolettiche dell’intero chicco, dalla crusca al germe, senza che venga aggredito o surriscaldato. Per far questo è essenziale rispettare i tempi lenti della macinatura prima e dell’essicazione poi. Inoltre, Girolomoni sta lanciando sul mercato anche la farina di ceci biologica, in formato da 400, macinata a pietra e prodotta con ceci coltivati in Italia, recuperando i più piccoli e quelli spezzati, perché non vadano perduti. Vi serve altro per stare bene?

ALIMENTAZIONE: Cominciate bene e non dimenticatevi della frutta.

Lo sapete che sono in aumento gli italiani che consumano la prima colazione? E’ interessante il dato che indica che 9 italiani su 10 scelgono di dedicare tempo e attenzione a questo importante momento della giornata, scegliendo naturalità e benessere. Italiani promossi, dunque, anche se, a quanto pare, sono ancora pochi coloro che inseriscono la frutta nel primo pasto. E pensare che, oltre a favorire l’idratazione, garantisce un importante apporto di fibre, di vitamine, di minerali, senza contare l’effetto sazietà. Basterebbe una mela, ingrediente perfetto che offrirebbe il suo contributo per una colazione bilanciata e gustosa. Dovete affrontare una giornata impegnativa al lavoro? A scuola vi viene spesso il mal di testa e la vostra attenzione cala? Già di prima mattina, occorre avere la giusta vitalità e fare il pieno di energia. Di certo, conoscerete le Mele Marlene®,

che maturano in Alto Adige dove per 300 giorni all’anno splende il sole e il clima, freddo di notte e caldo di giorno, rigido d’inverno e mite d’estate, regala alle tante varietà, di avere aromi speciali e gusti inconfondibili. Royal Gala, Golden Delicious, Stayman Winesap, Granny Smith, Red Delicious, Fuji e Braeburn: le conoscete? Forse di nome, ma vi invito ad andare su www.marlene.it per scoprire le tante ricette che potreste realizzare, proprio per rendere ancora più piacevole, oltre che sana, la vostra colazione. Allora sì che diventerà una colazione da re! Vi riporto la ricetta più semplice, così, giusto per ingolosirvi. Il resto, sapete dove trovarlo.

SUCCO MELA, ZENZERO E SEDANO

Ingredienti (per 2 persone):

2 mele Fuji Marlene®

2 gambi di sedano

2 petali di finocchio

2 manciate di spinaci

5 cm radice di zenzero

1/5 limone con buccia

 

Preparazione

Lavare tutti gli ingredienti, escluso lo zenzero. Sbucciare e tagliare lo zenzero in piccoli pezzi. Tagliare anche gli altri ingredienti in modo che possano entrare attraverso la bocca dell'estrattore di succo o del frullatore. Introdurre tutti gli ingredienti e mescolare.

Godetevi il vostro succo appena spremuto, per sfruttare appieno le proprietà di vitamine e sali minerali.


SALUTE: BUONA LONGEVITA' A TUTTI. LUMEN INSEGNA

 

E’ vero, la vita media delle persone si è allungata, ma qual è la qualità di questo tempo che abbiamo conquistato grazie alla scienza, alla medicina, alla tecnologia. Per qualcuno, tra gli indicatori di un tenore di vita ideale, spicca la ricchezza, ma anche il lavoro, gli affari, la sicurezza, il tempo libero. Come non essere d’accorso. Gia, ma il benessere dove lo mettiamo? Perché questo parametro non è da sottovalutare e nemmeno semplice da acquisire. Mi sono avvicinata da qualche anno a Lumen, un po’ per curiosità, un po’ perché, ad un certo punto della mia vita, ho maturato l’idea che la mia salute e il buon vivere sono i motori fondamentali dai quali dipende tutto il resto, famiglia compresa. Sta di fatto, che anche quest’anno, dopo aver partecipato a Naturolistica, la Fiera del Naturale e del Vivere sano organizzata da Lumen, che ogni anno richiama adepti, ma non solo a San Pietro in Cerro, nel Piacentino, sono tornata con alcuni tasselli in più che inserirò nel mio puzzle che pian piano sta definendo il mio nuovo stile di vita. Tra i fondatori di Lumen, un Network protagonista da più di 25 anni nell'ambito della salute e del benessere naturale che sta coinvolgendo anche le Istituzioni, Milena Simeoni, naturopata, insegnante e direttrice didattica, mi ha raccontato del famoso progetto Salus. Ne avete sentito parlare? Eppure, la cronaca ne ha parlato come il progetto di rete a livello europeo con l'obiettivo di promuovere politiche di promozione della salute in collaborazione con le istituzioni comunitarie. Un’ambizione che prenderà forma, ma ancora è un fase embrionale. In attesa che le proposte di Lumen arrivino a Bruxelles, accorciamo gli orizzonti e godiamoci, intanto la LONGEVITY SPA all'interno del Golf Club & Resort del Castello di Tolcinasco, uno dei più esclusivi e ricercati club del Milanese. Grazie alla partnership tra Lumen e Longevity Suite® è nata questa Spa che, corredata da ogni tipo di comfort, propone l’innovativo metodo di medicina Antiage: integrando le più avanzate tecnologie del mondo del wellness e della salute, genera programmi personalizzati per migliorare sia la bellezza esteriore, che non fa mai male, sia il benessere interiore, per risvegliare corpo, mente e spirito con la promessa di un futuro più lungo e sano. Longevity Checkup, Crioterapia Total Body, Nutrizione Detox, Sport e Bespoke Fitness, Medicina Estetica e Mindfulness sono i pilastri essenziali dei Programmi Antiage di The Longevity Suite®. Non fatevela scappare. E’ importante sapere, inoltre, che, per accedere ai servizi di Longevity Spa non occorre essere soci del Golf Club. Un viaggio interessante che va oltre i confini della medicina tradizionale, portando ad esplorare nuove aree del benessere. Secondo il dr.Massimo Gualerzi, noto cardiologo anti-age e co-fondatore di The Longevity Suite®, “Crediamo non vi sia un modo univoco di approcciare la longevità e soprattutto non esista la lampada di Aladino che da sola permette di vivere al meglio e in salute la nostra vita. Bisogna essere capaci di approcciare a 360 gradi, in modo olistico ed integrato tutte le aree del benessere della persona, perché crediamo sia importante non solo allungare la vita ma soprattutto allargarla”. I due partner, infatti, hanno in progetto di creare nuovi contenuti benessere e nuovi programmi di longevità. Seguiranno ulteriori aperture di LONGEVITY SPA in Italia e nel mondo; tra gli obiettivi della collaborazione vi è infatti quello di raggiungere una utenza globale, puntando su un brand lifestyle riconosciuto e apprezzato.



Il dubbio attanaglia sempre le future mamme: allattare sì, allattare no? Le mamme di oggi, prima di fare una scelta, sono certe di mettere sulla bilancia in modo adeguato tutti i pro e tutti i contro? Domani parte la Settimana Mondiale per l’Allattamento Materno (SAM) che, promossa dalla Società Italiana di Neonatologia (SIN), fino al 7 ottobre celebrerà, non solo il momento magico della profonda connessione tra mamma e figlio, ma anche l’importanza dal punto di vista nutrizionale. Veniamo al sodo, dunque. Anzitutto, il latte materno è sempre “pronto all’uso”, igienicamente adeguato e alla giusta temperatura, con il potere di adattarsi ai bisogni delle varie fasi di crescita, cambiando composizione nel tempo. È, inoltre, un alimento “vivo” che varia nell’arco dell’allattamento, della giornata, ma anche della stessa poppata. Sapevate che il colostro di cui si nutre il neonato subito dopo il parto, quando la montata lattea non è ancora avvenuta, è meno carico di zuccheri e grassi e più ricco in proteine per fornire anticorpi protettivi all’intestino? Vantaggi anche per la mamma che, attaccando subito il neonato al seno avrà benefici nel processo di involuzione dell’utero, nella ripresa dal periodo post-partum e un recupero più veloce del proprio peso forma, con minori rischi a distanza di tumore a mammella e ovaio. L’allattamento materno è inoltre il primo mezzo, il più semplice ed efficace, per creare un legame stabile e positivo tra mamma e neonato. Certo che non è semplice e ne so qualcosa, visto che, quando nacque il mio primo figlio, non ho ricevuto l’assistenza adeguata dall’ospedale dove ho partorito. L’allattamento materno richiede una corretta informazione e un ampio sostegno, nella famiglia, nella comunità, nel sistema sanitario e nel contesto sociale e lavorativo. E le pratiche assistenziali ospedaliere e territoriali, in alcuni contesti, non favoriscono ancora in maniera adeguata l’avvio e la durata dell’allattamento. Occorre favorire l’allattamento e sostenere anche le mamme dei prematuri, per le quali è necessaria l’apertura delle Terapie Intensive Neonatali (TIN) senza limitazioni di orario. Ecco perché la SIN scende in campo a supporto dell’allattamento al seno promuovendo la pratica attraverso diverse iniziative. La promozione dell’allattamento deve essere un percorso virtuoso, che inizia in ospedale, ma che poi prosegue nei primi due anni di vita, mettendo il neonato al centro delle scelte politiche e istituzionali, per creare ed incentivare condizioni che permettano alle mamme di continuare ad allattare anche dopo i primi mesi, come di recente richiesto dalla SIN ad esempio, prolungando il Congedo di maternità almeno per i sei mesi successivi al parto. Ma cosa succede quando il latte materno è insufficiente o del tutto assente, soprattutto per i neonati ad alto rischio o prematuri?

Il latte umano donato rappresenta l’opzione migliore e le Banche del Latte Umano Donato (BLUD), 38 in Italia, rivestono un ruolo fondamentale, permettendo di usare latte donato in attesa della montata lattea. Nel 2005 è stata inoltre costituita l’Associazione Italiana Banche del Latte Umano Donato (AIBLUD), che ha tra le sue attività istituzionali la promozione e diffusione dell’allattamento al seno, della donazione del latte materno e dell’utilizzo del latte umano donato nelle Terapie Intensive Neonatali. Pensiamo solo che l’allattamento al seno, se esteso a tutti i bambini, potrebbe salvare più di 820.000 vite ogni anno e comportare risparmi per 340 miliardi di dollari annui.  “Allattare al seno è un metodo senza pari per fornire ai bambini un nutrimento ideale per crescere e svilupparsi in salute; è inoltre parte integrante del processo riproduttivo, con notevoli implicazioni positive per la salute del neonato e della madre. L’allattamento esclusivo al seno fino ai 6 mesi compiuti e la tutela dell’allattamento materno, prima e dopo il parto, devono essere un obiettivo prioritario di tutti i neonatologi/pediatri, se si vuole mettere veramente il neonato al centro del futuro.” Il Presidente della Società Italiana di Neonatologia (SIN), Prof. Fabio Mosca, introduce così la Settimana Mondiale per l’Allattamento Materno.

 

 

 

 

 

SALUTE: Sapevate che il dolore cronico è classificata come malattia?

 Avete mai pensato ad un’esistenza senza dolore fisico? Provate a pensare alla sofferenza e al disagio che i malati vivono e non parlo di dolore che con un’aspirina o un antinfiammatorio si può calmare.

Il 28 settembre è stata istituita del Giornata Internazionale dedicata alla lotta contro il Dolore e, in occasione di questo appuntamento, la Fondazione Isal ha organizzato “Cento città contro il Dolore” una manifestazione che, giunta alla XI edizione, prevede il coinvolgimento di ben 140 postazioni italiane, ma anche straniere dove si riverseranno almeno 3mila volontari e 200 persone tra medici e infermieri per dare Voce e Ascolto a chi vive con Dolore Cronico. Come mai questa attenzione nei confronti del dolore?  Le persone devono acquisire una nuova sensibilità verso il tema del dolore cronico che deve essere considerato una vera e propria malattia di per sé e non un sintomo di qualche altra patologia. Questa è una verità percepita sulla propria pelle dai milioni di malati. Bisogna sapere che le istituzioni internazionali, quest’anno, hanno inserito il dolore cronico come patologia primaria idiopatica nel Sistema di Classificazione Internazionale delle Malattie  citando anche la pubblicazione “Pain as a Disease” del Prof. William Raffaeli, che dal 1992 si è sempre battuto affinché venisse classificata quale Malattia. Un grande. E’ vero, probabilmente, si punta a realizzare un sogno auspicando una vita gioiosa e non di dolore tragico. Ma tanto vale provare, almeno per diffondere cultura sulla possibilità di prevenire la tanto odiosa malattia.

“Cento Città contro il Dolore”, insignita nel 2016, 2017 e 2018 della Medaglia del Presidente della Repubblica quale premio di rappresentanza, si conferma un evento di grande rilevanza sociale e scientifica. Attenzione, perché stiamo parlando di grandi numeri, visto che sono  più di due milioni gli italiani affetti da Dolori Cronici Incurabili e obbligati a una vita tragica. Dolori spesso generati da interventi di amputazione, ictus o traumi stradali con lesioni spinali o del sistema nervoso. E sono le donne a patire talvolta delle manifestazioni dolorose più gravi, come la Fibromialgia, la Vulvodinia e la Cistite interstiziale, che portano a vivere una vita fragile nell’incertezza sia di diagnosi che di cura: una cura complessa e troppo, troppo spesso inefficace. Cosa chiede Fondazione Isal? L’ambizione è quella della definizione di un Piano straordinario di Ricerca per giungere a conoscenze capaci di soddisfare il bisogno essenziale di Diagnosi e Cure di precisione nelle sindromi dolorose complesse e incurabili e di un programma diffuso di Prevenzione personalizzata. Sono oltre 13 i milioni di malati in Italia e ben 80 milioni in Europa che ambiscono ad essere informati sugli strumenti esistenti per sconfiggere il Dolore Cronico. Un’urgenza, direi.

Avrete sentito parlare dei Centri di Terapia del Dolore. In Italia sono più di 300 attivati dal Sistema Sanitario Nazionale. Ma non basta, visto che oggi solo una minoranza della popolazione conosce la loro esistenza e ha ricevuto una cura adeguata presso un Centro specialistico. Spiega il Professor William Raffaeli, presidente della Fondazione ISAL: “Quasi l’80% delle sindromi dolorose è curabile: questo il grande messaggio di speranza che sottende alla Giornata ‘Cento Città contro il Dolore’. Con trattamenti specifici e adeguati, che vanno dall’utilizzo di farmaci, alle pratiche infiltrative e agli impianti di device per la neurostimolazione, la quasi totalità delle persone con Dolore Cronico può migliorare nettamente la qualità di vita propria e delle persone che le circondano. 

La Giornata sarà anche l’occasione per approfondire e sostenere i progetti della Fondazione grazie al fitto programma di eventi, convegni, incontri aperti e visite gratuite agli ambulatori di terapia del dolore, disponibile sul sito www.fondazioneisal.it a partire da metà settembre.

Tutte le donazioni ricevute durante la Giornata saranno devolute ai progetti di ricerca promossi dalla Fondazione ISAL (http://www.fondazioneisal.it/le-nostre-ricerche/), e all’organizzazione degli incontri e dei convegni informativi annuali che organizza.

La manifestazione verrà realizzata con il sostegno tecnico di Alaska Sas, Di Nino Trasporti, Don Giovanni S.r.l., Pfizer e Fratelli Terzini.

ALIMENTAZIONE: DOROTHEA PORTA SUL PODIO LE MELE MARLENE

Chi l’avrebbe mai detto che la super sportiva Dorothea Wierer, campionessa di biathlon, colei che ha reso popolare la disciplina sportiva, che ha vinto la Coppa del Mondo generale di questo sport, si dedicasse anche alla cucina? Già, incredibile, ma del resto, per mantenersi sempre al top, sia dal punto di vista atletico, sia per quanto riguardo il suo aspetto estetico – ragazzi, l’ho vista da vicino vicino e mi ha insegnato ad impugnare l’arco. E‘ davvero splendida – Dorothea si occupa in prima persona della sua alimentazione scegliendo sempre il meglio tra gli ingredienti e combinandoli a perfezione. Chi di noi, al rientro delle ferie, non è spinto a convertirsi per abbracciare un nuovo stile di vita sano in preparazione per il rientro alla quotidianità lavorativa? Pensate che il 37% degli italiani dichiara di tenersi in forma passeggiando, associando al movimento anche una dieta bilanciata: fitness e wellness. Tra camminate, nuoto, corsa, ginnastica da casa e passeggiate in bici siamo pronti a rimetterci in gioco pensando alla nostra salute. Dorothea, dall’alto del podio suggerisce ricette davvero sfiziose per chi si allena con costanza. Lei è cresciuta tra i meleti e ha scelto le mele Marlene®, ricche di vitamine e dal sapore versatile, per elaborare ricette strepitose che possano coniugare gusto e benessere, da consumare anche in ufficio – forza manca poco al rientro – o a una cena light. Evvai allora con un goloso panino imbottito e una dolce cheesecake, ma anche la baguette integrale, veloce da preparare che combina il salmone, ricco di omega 3 con la dolcezza della mela Fujii, di basso apporto calorico, e il gusto dell’avocado, un frutto ricco di antiossidanti e vitamine. E mentre si lavora, per una pausa golosa non dimenticate di preparare uno smoothie a base di Granny Smith, le mele Marlene® dalle proprietà disintossicanti. E’ arrivata, finalmente, l’ora della cena con le amiche, et voilà l’idea vincente: zuppa di mele e barbabietola: dal sapore speziato dato dallo zenzero e dalla curcuma, ma fresco al tempo stesso, grazie alla polpa croccante e succosa della Golden Delicious. Come secondo, invece, potreste stupire i vostri ospiti con un petto d’anatra croccante, accompagnato da un’insalata di mele e invidia da arricchire con semi di melagrana dalle proprietà antiossidanti, e semi di lino e chia, conosciuti ed apprezzati dagli amanti del benessere per essere una grande fonte di fibre, minerali e acidi grassi essenziali. Già , non si può mica rinunciare al dolce! Provate allora la leggera e fresca cheesecake alle mele servita con un crumble di fiocchi d’avena accompagnato da mirtilli freschi e frutti colorati dalle proprietà antiossidanti, antinfiammatorie e vasodilatatorie.

Grazie alle ricette Marlene® suggerite da Dorothea Wierer, che di benessere se ne intende, ritornare in forma dopo la pausa estiva non sarà un problema: una dieta bilanciata ricca di fibre, minerali e a basso contenuto calorico insieme a un programma di allenamento costante ti darà il giusto carico di energia per cominciare l’anno con il piede giusto!


SALUTE: Pronti per l'inizio della nuova stagione? Con la top four sarà meno traumatico

 

Una volta c’era solo Wonder Woman. Bella, tonica, perfettamente in linea e anche dotata di una certa energia. Certo, la realtà e ben altra. Non avvilitevi, gentile signore, perché la natura, come ben saprete, mette a disposizione tutto ciò che serve. Pensate che proprio dal mondo dei vegetali arrivano i quattro “Super poteri estivi”. Non ci credete? E vero, l’estate è anche quasi finita, ma proprio in previsione dell’inizio della stagione autunnale, quindi del lavoro, delle corse in macchina, o dietro i figli, vale la pena rimettersi in carreggiata. Del resto, si sa, d’estate si ha più tempo per se stesse, ma dite la verità, chi di voi si è mai messa a dieta nei mesi estivi? O ha iniziato a lavorare in palestra, o a giocare a tennis, o a correre sotto il sole cocente? Vorrete mica rinunciare al gelato serale, o all’aperitivo in spiaggia? E che dire di quei buoni taglieri di salumi che offrono in montagna? Che siate state al caldo, al freddo, al mare o in montagna,  quasi tutte noi donne torniamo con gli stessi problemi, a volte anche più accentuati: ritenzione idrica, pancia gonfia, cellulite, gambe appesantite, abbronzatura non uniforme. Mica si può tornare in ufficio in queste condizioni! Allora, mettetevi calme e godetevi quella top four che la dottoressa e Naturopata Federica De Santi, in collaborazione con Marco De Gregorio, fondatore di Salugea, l’azienda di San Marino che produce integratori alimentari al 100% naturali, ha eletto come i migliori alleati naturali dell’estate, o di fine estate. Avrete sentito parlare di certo del Goji. Un vero e proprio elisir di bellezza, ricchissimo di antiossidanti, quindi anti age, carotenoidi per proteggere la pelle e vitamina A, dal grande potere antinfiammatorio e rigenerante dei tessuti. E che dire della Garcinia e gynostemma? Un’abbinata mitica visto che, la prima contrasta il deposito di grasso nel tessuto adiposo e facilita la riduzione dell’appetito, favorendo così la perdita di peso. La seconda, invece, stimola il metabolismo e limita l’assorbimento di zuccheri. Certo signore mie, occorre bandire il fumo, ma anche lo stress, correggere la propria alimentazione e cambiare stile di vita, cercando di fare più attività fisica possibile. Solo così si può scongiurare l’infiammazione dei tessuti e la formazione di cellulite. Adesso parliamo degli Omega 3 che, ricchissimi di antiossidanti, aiutano la pelle a rimanere idratata ed elastica, grazie alla creazione di un sottile film idro-lipidico; in questo modo, diminuiscono le probabilità di veder comparire eczemi, psoriasi e, proteggendo la pelle dai raggi UV, contribuiscono a evitare rughe e scottature. Ma attenzione, perché il migliore Omega 3 non è contenuto nel pesce, come si è soliti pensare, bensì nel Krill, un piccolo gamberetto originario dei mari dell’Antartico, praticamente esente da metalli pesanti. Inoltre, è fino a 4 volte più potente dell’olio di pesce, perché immediatamente biodisponibile. Vorreste tornare nei vostri jeans? Un sacrificio, lo so, ma per avere gambe snelle, senza senso di pesantezza, occorre darci dentro con la betulla, la pianta diuretica per eccellenza che calma le infiammazioni e svolge anche un’attività anti-infiammatoria. Il fiore dell’ibisco, invece, è un ottimo rinfrescante e antiossidante, oltre ad avere proprietà drenanti e diuretiche. I due, combinati insieme, favoriscono naturalmente un aumento della diuresi, contribuendo ad eliminare stati di gonfiore e anche edema. Già, la soluzione è a portata di mano perché non è difficile reperire queste piante. Tuttavia, occorre fare una precisazione, non da sottovalutare. “Per avere benefici costanti e in minor tempo - spiega Marco de Gregorio - è indispensabile controllare che si parli di “estratti secchi titolati” (quindi non polveri micronizzate e non estratti secchi semplici), significa che di questa pianta è stato scelto il principio attivo. È semplice riconoscerli, in etichetta sono indicati con E.S.TIT. L’altra caratteristica per avere il meglio dagli integratori è quello di prestare attenzione al flacone: dovrebbe sempre essere in vetro scuro, l’unico materiale in grado di “proteggere” le qualità del prodotto fino alla fine del suo utilizzo”.

Ora avete tutte le informazioni per rimettervi in sesto e ripartire per una stagione da Wonder Woman.

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Sono nata a Busto Arsizio, ma sono cresciuta in un paesino in campagna all'aria aperta dove da piccina giocavo ad arrampicarmi sugli alberi del frutteto dei miei genitori, che produce, ancora oggi, frutta eccezionale e, soprattutto, biologica. Ora vivo in città e ho un marito, Maurizio Acerbi, e due figli, Gianmarco di 15 anni e Federico di 12, dividendomi tra famiglia e gli articoli che, da anni, scrivo, con passione e orgoglio, per Il Giornale. Essere madre è, spesso, una missione impossibile. Soprattutto, di questi tempi. Per questo, trovo fondamentale essere preparata ed informata su ogni aspetto che riguardi la vita dei miei ragazzi. Una mamma curiosa, in servizio H24.

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